
Siamo giunti alla chiusura della selezione di versi a tema “Una poesia per papà”.
La nostra redazione ha valutato tutte le opere ricevute con il prezioso supporto di Luca Baccari che – come ben sapete – è il webmaster del portale letterario L’isola della poesia, partner d’eccezione del nostro giornale.
Ringraziando tutti i poeti che hanno partecipato e complimentandoci per la qualità delle loro poesie, vi comunichiamo che abbiamo deciso di premiare Piccolo eroe di Luigi Violano.
Queste le motivazioni della scelta:
– da un punto di vista tecnico, l’opera è dotata di figure interessanti e di qualche verso particolarmente ricercato; inoltre, i contenuti sono ben espressi, senza troppi fronzoli o versi complicati così che la poesia risulta semplice ma efficace;
– per quanto riguarda il “messaggio”, i versi – seppure dedicati a Paolo, padre del poeta – ben rappresentano il sentimento di tanti figli nei confronti del proprio genitore, ossia quel senso di ammirazione per quella persona che, con piccoli gesti, è o ha saputo essere per loro un punto di riferimento.
Luigi riceverà una targa-ricordo, ma nel frattempo ci teniamo a ringraziarlo per la costanza con cui partecipa a questa rubrica non solo come autore, ma anche come lettore-commentatore e come “segnalatore” di altri talenti. Una partecipazione, la sua, che ben interpreta lo spirito con cui vorremmo che tutti i poeti che ci seguono “vivessero” questo spazio: rendere pubblica una cosa propria non per mettersi in mostra, bensì per condividere con gli altri sensazioni, pensieri, paure, speranze … La sua umiltà, la sua sportività e la sua generosità sono un bell’esempio per tutti gli artisti e aspiranti tali.
Vogliamo, però, anche assegnare una sorta di menzione speciale a Poesia per il mio papà, l’opera con cui Simona Di Marco ha partecipato a questa selezione e che vi proporremo sabato prossimo all’interno di questa rubrica.
Nel fare i nostri auguri a tutti i papà, vi lasciamo ora alla lettura della poesia vincitrice.
Piccolo eroe
Cammino con animo tranquillo
per la via alberata,
le muse ascoltano compiaciute
la voce della mia
giovane penna
che, come per incanto,
fa nascere una nuova poesia.
In lontananza,
torna fischiettando, il mio papà.
Lo sguardo di un
verseggiatore allegro,
si ferma su quell’uomo,
che mi fa ritornar
quasi bambino
quando mi getta al collo
le sue braccia.
Paolo,
piccolo eroe
della mia vita,
grazie per quante volte
hai preso la mia mano
nella tua,
per condurmi sul
retto sentiero.
Nel silenzio
riprendo a camminare
sulle orme lasciate
dai tuoi passi,
canto per te
una dolce musica d’amore.




