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“Una canzone per Amnesty”: ai VillaZuk il premio della critica

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Si è chiusa la XVII edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty

I cosentini VillaZuk vincono il Premio della Critica


I VillaZuk mentre camminano nell'acqua con i loro strumenti musicaliSi è chiusa domenica 20 luglio la XVII edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, manifestazione dedicata ai diritti umani prodotta da Amnesty International Italia e dall’Associazione Voci per la Libertà in collaborazione con il Comune di Rosolina nata nel 1998, in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, con l’intento di diffonderne i principi attraverso la musica.

Un cartellone fitto di eventi quello che ha caratterizzato questa edizione: letteratura, fotografia, cinema, arte contemporanea e musica per promuovere la Dichiarazione universale dei diritti umani e, in particolar modo, la campagna di Amnesty International “Stop alla tortura“.

Accanto al tradizionale Premio Amnesty International, vinto quest’anno da Max Gazzè per il contributo dato con “Atto di Forza“, brano che affronta il tema della violenza sulla donne, sempre più seguito assume il Premio Amnesty dedicato ai giovani emergenti.

Ogni anno oltre 100 gruppi, provenienti da tutta Italia, si iscrivono infatti alle preselezioni che portano alla scelta di otto finalisti. Questi ultimi si esibiscono durante le serate finali del festival, nel corso delle quali una giuria specializzata – di cui fanno parte vari esponenti della stampa  e addetti ai lavori provenienti da quotidiani, radio e televisione decretano il vincitore, il quale riceve il riconoscimento dal presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.

E’ proprio all’interno di questa sezione che hanno ricevuto un riconoscimento importante i cosentini VillaZuk, che hanno vinto l’importante premio della critica grazie alla canzone “Come si passa”, brano folk-cantautorale che riprende l’articolo 27 della Costituzione per riportare l’attenzione sui diritti violati durante il regime penale.

Un riconoscimento di qualità per una band giovanissima, che sta percorrendo con una proposta di estrema qualità musicale il territorio nazionale, ottenendo crescenti consensi da parte del pubblico e della critica specializzata, attraverso la loro miscela di folk d’autore sempre attento alla narrazione di criticità e tematiche sociale di urgente attualità.

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