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Un docente calabrese promuove l’Italia nelle università americane

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Riceviamo e pubblichiamo:

 

Un docente calabrese, emigrato negli anni Novanta, promuove l’Italia nelle università americane con un “manuale per affari”

Giuseppe Tassone e Domenico LogozzoGIOIOSA JONICA (Reggio Calabria) – Da alunno delle elementari di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria, a docente d’italiano tra i più apprezzati negli  Stati Uniti. Giuseppe  Tassone  insegna nella Seattle University e nell’ “University  of  Washington”, università pubblica fondata nel 1861 a Seattle, nello stato di Washington.  E’ la più grande del Nord-Ovest americano ed una delle università più antiche della West Coast. Il prof. Tassone ha compiuto tutti gli studi in Italia: elementrari a Gioiosa Jonica, liceo a Locri, università a Siena. Poi  la scelta americana.

Quando e perché ha deciso di andar via dall’Italia?

Risiedo stabilmente negli Stati Uniti  dagli inizi degli anni Novanta. Prima della globalizzazione!  Le motivazioni sono legate a circostanze personali e dal desiderio di ampliare i miei orizzonti e voglia di conoscere il mondo.  Prima di allora ho soggiornato per brevi periodi a Seattle e sono stato colpito dalla qualità della vita, dall’onestà e operosità delle persone, dal loro senso civico e dal forte rispetto dell’ambiente e degli altri.  Sono tutte cose che andavo cercando e sono riuscito a trovarli in questa città progressista”.

Prof. Tassone, qual è la differenza che ha riscontrato tra l’ordinamento universitario italiano e quello americano?

“Una delle differenze è che l’ordinamento universitario americano è strutturato in maniera tale che la maggioranza degli studenti completano il loro ciclo di studi nel corso di quattro anni.  Il fenomeno dei fuori corso non è comune.  Alla fine del quarto anno viene conseguita la laurea chiamata Bachelor of Arts per le discipline umanistiche e Bachelor of Sciences per le discipline scientifiche.  Una volta conseguita la  BA, una buona percentuale di studenti continuano gli studi per altri due anni per conseguire il Master.  Le università americane diversamente da quelle italiane hanno un loro campus, sono ben attrezzate e molti studenti alloggiano all’interno delle università.  Le tasse di iscrizione sono molto elevate comparate a quelle italiane ma esistono forme di sostegno sia governativo che da parte di fondazioni privati.  Studenti bisognosi e meritevoli possono ottenere borse di studio anche per coprire l’intera durate dei loro studi.  Inoltre agli studenti vengono offerte delle posizioni lavorative all’interno dell’università per aiutarli con i costi”.

E il  rapporto docenti-studenti?

“Nella mia esperienza personale devo dire che il rapporto con gli studenti è molto stretto e gli studenti vengono seguiti giornalmente nel loro percorso di studi. Le nuove tecnologie come la piattaforma online e le email rendono ancora più efficiente il rapporto docenti-studenti e la trasmissione di materiale. Rispetto all’Italia si è meno formali e forse più disponibili”. 

Lei viene da una famiglia che ha dato tanto alla scuola. In Calabria , sua madre Maria Antonia Zappia  e   suo padre Rocco Tassone, hanno fatto crescere culturalmente  molte   generazioni . Quanto hanno  inciso  i suoi genitori nelle sue scelte di studio e nel suo modo di rapportarsi con gli studenti?

“Ricordo  quando ero bambino  che guardavo le foto di classe in bianco in nero di mio padre accerchiato da scolaretti con il grembiule e fiocchetto. Ascoltavo le storie dei primi anni di carriera, in paesi dell’entroterra calabrese tra persone svantaggiate e povere.  Quelle foto e quelle storie mi hanno sempre affascinato e forse già da allora sognavo che un giorno avrei voluto lavorare nel mondo della scuola.  Senza dubbio i miei genitori mi hanno insegnato tre cose fondamentali: la dignità, la coerenza e l’umiltà”.

In questi ultimi anni è  aumentato notevolmente  il numero dei brillanti cervelli italiani che sono costretti ad andare all’estero per affermarsi. C’è la possibilità di fermare questo costante esodo dei docenti e dei ricercatori italiani verso altri Paesi ?

“Le posso  dire che i giovani assistenti che ogni anno decidono di fare programma di Master alla University of Washington a Seattle mi confidano il loro disamore verso le istituzioni accademiche italiane e la voglia, se è possibile, di non rientrare.  Frequentemente ricevo email e curriculum vitae di giovani laureati in cerca di lavoro interessati a trasferirsi all’estero”.

Quali dovrebbero essere a suo giudizio i provvedimenti più immediati da prendere?

“Purtroppo non credo a provvedimenti immediati o gesti simbolici, sia in questo che in altri campi. Sono necessari cambiamenti radicali che cominciano dall’infanzia mirati ad infondere un nuovo senso civico.  Chi ha la fortuna di vedere la realtà  dall’esterno, capisce bene che certe cose non vanno  bene o sono inaccettabili, il problema è che quando si vive invece giorno per giorno nel Paese  in cui si è nati ci si trova spesso a essere fautori e profittatori delle cose che si criticano. Per questo preferisco promuovere l’Italia e parlarne più che ritornarci a viverci”.

E infatti il prof. Tassone è molto impegnato nel lavoro di promozione  dell’Italia. Il cinema, l’economia, la produzione culturale. Conferenze in tante parti degli Stati Uniti. E’ l’autore di due libri per imparare l’italiano attraverso il cinema: Ricordati di me Buongiorno Notte, entrambi pubblicati da “Edizioni Farinelli, New York”. Mentre ha appena pubblicato  un altro libro, un vero e proprio manuale di  lingua italiana  per chi ha interessi  economici con il nostro Paese.  Si intitola   “Un Buon Affare – Italian for Business“ (Editoria R. Pullins Co.). 

“La motivazione principale per la quale ho scritto un manuale di Italiano per affari  – ci spiega il prof. Tassone – trae origine dal  desiderio di offrire qualcosa di innovativo nel campo della pedagogia della lingua. E poi  ho constatato che  contrariamente  a quanto accade per altre lingue, come lo spagnolo, il francese e il cinese, nel mercato americano non sono attualmente disponibili testi soddisfacenti per l’insegnamento di corsi di italiano per affari”. E  sottolinea: “E’ rivolto a studenti che hanno interesse ad approfondire la loro conoscenza dell’italiano nel mondo dell’economia e dell’impresa.  Inoltre il libro è diretto a soggetti che intrattengono rapporti economici con l’Italia o hanno intenzione di investire o lavorare nel Paese e hanno necessità di utilizzare l’italiano con la loro controparte italiana”. 

Un  valido contributo  per  invogliare gli americani a  rafforzare  i rapporti con il mondo imprenditoriale italiano anche attraverso la migliore  conoscenza  della lingua. Una novità che merita molta attenzione. Ritiene che il libro raggiungerà effettivamente l’obiettivo che lei si è prefisso ?

La mia esperienza ventennale nell’insegnamento della lingua italiana nelle università americane mi rende ottimista nel fatto che il libro avrà la dovuta attenzione.  Credo che i dipartimenti di italiano abbiano la necessità di diversificare la loro offerta e il testo può essere utile per la promozione di corsi di contenuto diversi da quelli consueti di letteratura, cinema o storia.  Sento inoltre che il tema possa essere di grande interesse per gli studenti visto che il contenuto spazia dal sistema politico e amministrativo italiano in relazione anche all’Europa, ai principi di economia, al mondo delle imprese e al Made in Italy e che contenga anche aspetti pratici come il colloquio di lavoro, la scrittura di un curriculum vitae e di un business plan.  A fine di ogni capitolo ci sono delle attività accattivanti legate alla visione di un film quali Benvenuti al Sud di Luca Miniero, ll Gioiellino di Andrea Molaioli e L’Industriale di Giuliano Montaldo”.

Giuseppe Tassone è  direttore del Programma di lingua italiana della Dante Alighieri Society di Washington e  il coordinatore di Seattle per il test di competenza linguistica PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri). L’attestato  rilasciato dalla Società Dante Alighieri  di Roma, è   riconosciuto dal Ministero italiano della Pubblica Istruzione, dal Ministero degli Affari Esteri  e dal  Ministero del Lavoro,  con l’approvazione scientifica dell’Università “La Sapienza”. Tassone  è  membro dell’ ACFTL , l’Associazione Americana degli Insegnanti di italiano. Un impegno a tutto campo. Con l’Italia ha mantenuto solidi rapporti. Ha realizzato  importanti progetti di  vacanze studio per gli universitari   americani, che sono molto interessati all’Italia.

Quello che i giovani americani maggiormente apprezzano – rileva – è il soggiorno con le famiglie italiane.  In un nostro programma, gli studenti studiano a Roma e poi trascorrono la seconda parte del loro studio a Rogliano in Calabria presso le famiglie del luogo.  Il rapporto che si instaura con la loro famiglia italiana è la parte che gli rimane più a cuore”. Lo scambio culturale con l’importante centro della provincia di Cosenza  si è ripetuto anche quest’anno. Ottava edizione che dà proficuamente seguito al progetto “Italian Studes Program in Italy” promosso dal Dipartimento di Italianistica della University of Washigton di Seattle e dall’Amministrazione comunale di Rogliano. Con giusto orgoglio  il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, dichiara: “E’ un’iniziativa, unica in Calabria, che per la nostra terra vale senz’altro più di tante campagne pubblicitarie. Per Rogliano è una grande occasione di interscambio e di crescita culturale. Il merito dell’Amministrazione comunale è quello di aver creduto in questo progetto intessendo rapporti di collaborazione con una delle più importanti università americane”.

Il prof.Tassone  è molto legato a Gioiosa Jonica. Alcuni anni fa ha fatto conoscere il suo paese agli studenti americani. Sappiamo che  mantiene alto il ricordo delle tradizioni religiose e torna spesso ad agosto in Calabria per assistere alla processione di San Rocco. Sette anni fa, quando ci siamo incontrati a Seattle, nel suo  studio dell’University of Washigton, appeso al muro c’era un quadretto con l’immagine di San Rocco, Patrono di Gioiosa Jonica. Dal paesino della Calabria alla Capitale dello Stato di Washington. “Sì, San Rocco è sempre là tra i libri a ricordare il paese in cui sono cresciuto, l’infanzia e la magia di quella festa con il ballo popolare sotto il sole battente dell’ultima domenica di agosto”. 

Lei ha seguito le recenti vicende delle processioni “condizionate” in Calabria  dalla criminalità organizzata? 

“Credo che ognuno di noi viva queste tradizioni religiose in modo diverso.  Quando penso alla festa di San Rocco mi vengono in mente tra le altre cose Alfonso di Nola che tanto ha studiato le tradizioni religiose popolari italiane ma anche l’esperienza della Comunità Cristiana di Base San Rocco, che già negli anni settanta denunciava gli stessi episodi riportati dai giornali oggi. Alfonso di Nola scriveva “ Corso e chiesa erano, come in tutti i paesi del Sud, i poli intorno ai quali fluiva il vivere, e l’uomo si sapeva riconoscere nei suoni delle botteghe dei maniscalchi e nel tintinnio delle bottiglie degli osti e nelle tracce del profumo caldo dei forni, e le donne affidavano i segni domestici delle giornate al richiamo dei campanili”.

Ora nella Diocesi di Locri-Gerace   c’è un nuovo vescovo, mons. Francesco Oliva,  voluto da Papa Francesco. E’ stato accolto con grande calore. Molte le speranze di cambiamento.  Mons. Oliva sulle orme di Francesco, ha parlato in modo diretto: “Non mi si dica: Abbiamo fatto sempre così. Non c’è bisogno di cambiare. Voglio dirvi con tutta franchezza: la guida ed anima della Chiesa è lo Spirito del Risorto. Lo Spirito è novità, è creatività, è dinamismo, è cambiamento interiore, è slancio di vita; non gode dei tradizionalismi sterili, che non dicono più niente, del protagonismo fine a se stesso. E’ negazione dello Spirito del Risorto non creare unità tra la vita di ogni giorno e la fede che crediamo. E’ eretico dire: la fede è una cosa, la vita di ogni giorno è tutt’altra cosa. La frattura tra fede e vita può portare a giustificare comportamenti delittuosi in nome della fede. E questo è un peccato grave“.

Come giudica le parole del vescovo?

“Il nuovo vescovo ripresenta un tema ricorrente negli ultimi anni all’interno della Chiesa che è quello della frattura tra fede e vita.  Da vescovo fa bene a farlo ma in questo non trovo molto di nuovo. Mi ricorda uno striscione che la “Comunità Cristiana di Base San Rocco”  affisse nella chiesa di San Rocco a Gioiosa Jonica nel 1975 e non ho mai dimenticato, anche se avevo undici o dodici anni:  Non voglio riti e osservanze ma amore, giustizia e fedeltà (Gesù)”. 

Domenico Logozzo
già caporedattore del TGR Rai

 

 

Nella foto, scattata a Seattle, il prof. Giuseppe Tassone (a sinistra) con Domenico Logozzo (a destra)

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