Un aiuto per Franco. Appello alle istituzioni

Un aiuto per Franco. Appello alle istituzioni

Franco di PistoiaRiceviamo da Marco Caruso questo appello-denuncia che pubblichiamo con la speranza che venga ascoltato:

 

Qualche giorno fa trovo a dormire su una panchina in centro di Pistoia Franco, un senzatetto di anni 85 con minimo di pensione, a suo dire lasciato solo da tutte le Istituzioni di Pistoia. Racconta l’uomo che tanto tempo fa aveva una casa di emergenza del Comune, da circa 2 anni tolta. Non ha saputo spiegare i motivi. Da allora dorme sulle panchine tra la stazione ferroviaria di Pistoia e il centro, aggiungo con l’indifferenza delle Istituzioni locali. Gli domando perché non si è rivolto ai servizi sociali del Comune e Franco mi risponde che ha chiesto aiuto ma non ha trovato risposta. Sempre a suo dire, i servizi sociali lo hanno inserito all’albergo popolare qualche volta d’inverno.

Franco è residente a Pistoia da più di 50 anni e mi riesce alquanto difficile comprendere le ragioni della sua disastrosa vita quotidiana, dato che ci sono leggi e strumenti per aiutare le persone anziane sole.
Franco in questo momento ha bisogno di essere curato al braccio destro ma ha anche altri problemi. Alla mia domanda se ha rifiutato ricoveri ospedalieri e aiuto dai servizi sociali del territorio, mi ha risposto – nei suoi momenti lucidi – di non aver rifiutato alcun aiuto in quanto non glien’è proprio stato offerto.

Il sottoscritto da domani solleverà la questione in tutte le sedi istituzionali europee, nazionali, regionali e locali. A ciò aggiungo che mi riservo il diritto di protestare pacificamente nelle suddetti sedi istituzionali. È inaccettabile, disumano e vergognoso che un essere umano venga lasciato solo a se stesso con il rischio di morire su una panchina, nella indifferenza totale delle Istituzioni locali. In un Paese civile, liberale, democratico – per giunta a Pistoia, città della cultura -, questa disumanità non dovrebbe esistere. Purtroppo, invece, esiste eccome. Vomitevole è constatare che il diritto a una vita dignitosa per ogni indigente è sancito e garantito dalla Carta dei diritti universali dell’Uomo, però questa viene sistematicamente ignorata da chi dovrebbe – e il condizionale è d’obbligo – tutelare le fasce deboli.

Per quanto riguarda la sua incolumità e tutela, il sottoscritto si assume tutte le responsabilità del caso affinché sia risolto definitivamente questo spinoso caso che non fa certamente onore alla Città di Pistoia in quanto città della Cultura. Nè, a maggior ragione, fa onore al nostro “beneamato” Paese definito a parole civile, democratico, liberale, ma non tale nei fatti. Perché i diritti sono sanciti sulla Carta dal lontano 1948, ma al momento noi poveri cittadini indigenti siamo nelle mani di chi la interpreta e la applica. E ognuno ragiona con il proprio “libero pensiero”… e non sempre il “libero pensiero” è giusto.

Rispettosi saluti.

Marco Caruso
Pistoia

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