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Trapianti e donazioni in Sardegna: anche le associazioni hanno meriti!

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Logo dell'Associazione Sarda TrapiantiIn riferimento al comunicato stampa della Regione Sardegna siamo obbligati ad essere presenti con una nostra riflessione.

La Sardegna è generosa e possiede una rete trapiantologica molto efficiente.
I pazienti sono riconoscenti del prezioso lavoro svolto dagli operatori sanitari.
I risultati di questo successo però non sono da addebitare solamente ai sanitari ed ai responsabili del governo regionale che si sono “dimenticati “del prezioso e quotidiano lavoro del volontariato isolano del settore della promozione della cultura della DONAZIONE E DEL TRAPIANTO DI ORGANI,TESSUTI E CELLULE.
Le azioni di promozione e di assistenza ai pazienti hanno spesso spinto e sospinto le autorità a compiere gli atti legislativi, finanziari e organizzativi dovuti che hanno poi consentito tali risultati.
SOTTACERE UNA TALE PRESENZA RAPPRESENTA UN ATTO DI GRAVE OMISSIONE!
Giampiero Maccioni
Trapiantato di cuore dal 1996 e impegnato nel volontariato della ASSOCIAZIONE SARDA TRAPIANTI

 

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1 Commento su Trapianti e donazioni in Sardegna: anche le associazioni hanno meriti!

  1. Condivido le tue osservazioni, Giampiero: sappiamo benissimo che il ruolo svolto dalle associazioni di settore non solo è importante, ma spesso è determinante per ottenere certi risultati. Trovo quindi grave che il comunicato della Regione citi e ringrazi esplicitamente solo l’ADMO, senza menzionare le altre associazioni. E trovo anche poco cortese non aver invitato le associazioni alla conferenza stampa di presentazione dei dati: a voler pensar male, si potrebbe credere che l’Assessore temesse osservazioni sul notevole incremento delle opposizioni alla donazione rispetto al 2013.
    A onor di cronaca, però, dobbiamo precisare che nella relazione annuale del CRT, il prof. Carcassi non ha scordato di evidenziare, anche quest’anno, il prezioso supporto dato dalle associazioni di settore. E immagino le abbia menzionate pure nel suo intervento alla conferenza. Personalmente, mi auguro che in futuro l’assessore Arru sia più accorto nel comunicare e più disponibile a confrontarsi con quelli che – gli piaccia o no – sono suoi legittimi interlocutori.

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