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Trapianti di rene: una cultura in evoluzione sull’esempio della Spagna

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Confortanti risultati nell’ambito dei trapianti di rene da vivente, ma ancora in aumento sono le liste di attesa

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

Sono in costante aumento, sia in Italia che in Piemonte, le liste di attesa di pazienti che attendono un trapianto di rene,  tanto che nei prossimi mesi partirà una campagna di promozione nazionale e regionale per il trapianto di rene da vivente. Per anni la regione subalpina ha visto incrementare il numero dei trapianti da cadavere come è evidenziato dai dati del 2012 dei Centri dell’ospedale Molinette di Torino (112 trapianti) e del Centro dell’ospedale Maggiore di Novara (53 trapianti), rispettivamente in prima e in ottava posizione in Italia. Non meno significativa la qualità  dei risultati come si evince dalle analisi di funzionamento a distanza dei trapianti elaborate dal Centro Nazionale Trapianti (CNT): oltre l’80% dei trapianti sono tuttora funzionanti a 5 anni dall’intervento.

Ciò nonostante i trapianti di rene da cadavere non sono sufficienti in quanto le liste di attesa non diminuiscono: 591 nel 2005 sino ad arrivare a 801 nel 2012. Si tratta quindi, secondo gli operatori del settore, di garantire ai pazienti un accesso precoce alla lista di attesa, avviare il trapianto prima dell’inizio della dialisi e, soprattutto, incentivare la donazione da vivente, magari con opportune iniziative (e di corretta informazione) sulla cultura della donazione. Come insegna l’intraprendenza della Spagna, dove i livelli di donazione di organi da cadavere sono i maggiori al mondo, non si riesce a ridurre la lista di attesa se non con il trapianto da vivente. È evidente che quella spagnola rappresenta l’esempio di una organizzazione ben consolidata, giacché è riuscita a portare negli ultimi 5 anni la donazione da vivente di tutto il Paese dal 5% al 16% nel 2012. Nel nostro Paese, dove la quota dei trapianti da vivente rappresenta il 12% del totale dei trapianti, un esempio di programma di trapianto di rene da vivente che ha ottenuto buoni risultati in pochi anni è quello della Regione Veneto: nel 2012 i 47 trapianti da vivente hanno costituito oltre il 20% del totale; mentre nella regione piemontese i trapianti di rene da vivente negli ultimi tre anni sono stazionari e si attestano intorno al 6%. Proprio per questi risultati è sempre più forte l’impegno del Centro Regionale Trapianti (CRT) della Regione Piemonte, in collaborazione con il CNT, nel sostenere le strutture di Nefrologia e Dialisi della Regione ed i Centri Trapianto di Torino e Novara affinché l’opportunità trapianto da vivente venga presentata ai pazienti sin dalle fasi avanzate della malattia renale cronica.

Al fine di incrementare e migliorare la conoscenza di questa importante opportunità terapeutica, partirà a breve una campagna di promozione per la quale il CRT sta collaborando alla realizzazione di un video documentario sulla donazione di rene da vivente, che sarà realizzato nei prossimi mesi con il contributo del CNT e dell’Associazione Nazionale Emodializzati (ANED). Tale progetto si discosterà dalle attuali forme di comunicazione istituzionale e vedrà invece la realizzazione di un’opera in cui prevede l’aspetto autoriale. Sarà realizzata, seguendo in presa diretta, la storia di alcuni pazienti e donatori, con l’inserto di racconti tratti dall’esperienza di operatori ed esperti del settore. L’iniziativa, che prevede la collaborazione di ANED, CNT e CRT Piemonte e Valle d’Aosta, ricercherà i finanziamenti necessari con sistemi di fund raising (ancora poco diffusi nel sistema sanitario italiano), per la prima volta in Italia in campo sanitario tramite il Crowdfunding in rete.

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