Foto tratta dai social
Un’ingessatura di cartone in ospedale, un gesso a pagamento in clinica. Da Patti arriva una vicenda che va oltre il singolo caso e pone una domanda scomoda: mentre si discute del Ponte sullo Stretto, quali sono oggi le vere emergenze dei siciliani?
Il 2 agosto un ragazzo siciliano di trent’ anni, Elia Natoli, ha avuto un incidente in moto ed è stato ricoverato all’ ospedale di Patti, in provincia di Messina. Il giovane aveva una frattura al perone e per immobilizzargli la gamba i medici hanno utilizzato del cartone, perché le apposite stecche per l’ingessatura non c’erano. Alcuni giorni dopo il ragazzo si è rivolto ad una clinica privata che lo ha ingessato in modo corretto. Il giovane ha speso 200 euro di tasca propria. Questo caso emblematico la dice tutta sulla Sanità Pubblica italiana e su quella siciliana in particolare.
E ci fa riflettere oltre che incazzare. Passatemi la parola poco elegante, ma ci vuole.
Mi chiedo e vi chiedo: ma come vengono gestite le risorse economiche del nostro Paese a partire dalle nostre tasse?
Infatti, a pochi chilometri da dove è accaduto il fatto, dovrebbe sorgere il famoso Ponte sullo Stretto che il nostro Governo reputa opera sostanziale per gli italiani. Il ponte, che inizialmente sarebbe dovuto costare 10 miliardi di euro e ne costerà, dati ufficiali alla mano almeno 15, ma sono certa che la cifra aumenterà, dovrebbe collegare Messina alla Calabria per un tratto di mare di 3 chilometri che oggi viene coperto da un traghetto, in appena 20 minuti, 24 ore su 24.
Siamo sicuri che ai siciliani sia indispensabile questo ponte, quando hanno criticità ben più gravi da affrontare? Una su tutte la penuria di acqua, quest’anno la siccità è stata più grave degli anni scorsi, l’acquedotto è, da anni “tutto un pertuso” cioè, risulta in più punti bucherellato, inadatto. Nelle case della gente comune l’acqua arriva a saltelli, 2 o 3 ore al giorno quando va bene.
Del malfunzionamento sanitario in Sicilia, come in gran parte del Sud d’Italia, si parla da anni, le lunghe file d’attesa per un esame specialistico, la carenza di medici e di materiale sanitario, le poche risorse economiche messe a disposizione della Sanità pubblica rubano posti letto, esami diagnostici, rendendo la Sanità siciliana, tranne qualche eccezione, indegna di una società civile.
E la rete stradale? Se per percorrere 350 Km. quanti sono da Messina a Trapani, occorre un’intera giornata, forse dovrebbe essere rivista in toto la rete stradale? Forse dovrebbero essere tracciate nuove vie di comunicazione ed essere potenziate le linee ferroviarie?
Perché questo Governo non capisce, o forse non vuole capire, le priorità dei siciliani e si è fissato sul Ponte sullo Stretto?
Quali sono gli interessi, oltre a quelli economici, che ruotano intorno a questo ponte?




