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Torino: domenica una rassegna espositiva all’insegna della dignitá e libertá di espressione dell’uomo

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Una domenica di libertà nel centro di Torino


La rassegna espositiva pubblica si terrà dal 28 ottobre al 25 novembre 2013 presso la sede operativa dell’Associazione di ascolto La Brezza Onlus a Collegno

 

di Ernesto Bodini
(giornalista e volontario nell’ambito del sociale)

È sempre una “preziosa” opportunità potersi avvicinare a manifestazioni artistiche che hanno l’intento di trasmettere emozioni e messaggi culturali.  Ciò è quanto offre “La Brezza” (onlus), un’associazione di ascolto che da anni opera all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno dando voce a chi non ne ha, coordinando attività di laboratori artistici e creativi frequentati da persone detenute che si cimentano e si appassionano ogni giorno alla pittura, alla fotografia, alla scultura, alla realizzazione di poesie, racconti, di originali murales e rappresentazioni teatrali. Lavori che costituiscono un corpus artistico-scenografico e letterario che in parte saranno esposti sotto il titolo “DISTANTI?” domenica 8 settembre 2013, in piazza Castello a Torino (la mostra verrà ripresa e ampliata presso la sede operativa di Villa Guaita a Collegno – To dal 28 Ottobre al 25 Novembre).  La manifestazione in piazza si è potuta realizzare grazie al Patrocinio del Comune di Torino alla collaborazione della Protezione Civile ed al supporto del Centro Servizi per il Volontariato IDEA SOLIDALE della Provincia di Torino, con l’intento di evidenziare quanto l’Arte faccia parte di quel mondo troppo silenzioso ai più, dove la compostezza e la dignità espressiva degli “ospiti-artisti” (neofiti ma promettenti) sono doti peculiari che li rende meritevoli di essere avvicinati proprio attraverso le loro opere, dalle quali non solo si può leggere la loro vita quotidiana immaginando una qualunque forma di convivenza “coercitiva”, ma fruire dalle stesse toccanti messaggi di libertà soprattutto interiore ambita giorno dopo giorno e dipinta o scolpita con ogni mezzo a loro disposizione.

Oggi sono sempre più i candidati alla frequentazione di questi laboratori che si attuano in tutto l’Istituto coordinati da giovani volontari della Brezza provenienti da ogni formazione culturale, didattica e sociale che sentono il bisogno di avvicinarsi all’Uomo che vuole dimostrare di essere tale, in tutta la sua interezza tanto da “depositare” la propria esperienza e il proprio futuro su una tavolozza, materializzandola con gesso o creta o, più platealmente, portandola su un palcoscenico dove arte e teatro, a volte in un tutt’uno, si compendiano per far emergere l’essenza di ogni autore. Ogni risultato compositivo è fruibile dal visitatore anche “più distante” da questa realtà, ma che non può non vedere e in alcuni casi apprezzare sino a restarne in qualche modo coinvolto. Figure animate, enigmatiche e il più delle volte particolarmente eloquenti sono il dettato di una prospettiva futura che comprende una crescita sia dal punto di vista psicologico che culturale, con l’obiettivo unanime di migliorarsi rapportandosi nei confronti dei compagni di detenzione, operatori istituzionali e volontari. Sofferenza, solitudine e incertezze sono caratteristiche che non costituiscono certo il fulcro delle rappresentazioni artistiche esposte, come di primo acchito si può interpretare, ma delicate parentesi che danno valore all’intento propositivo dei propri lavori eseguiti in quel “silenzio”, ma decisamente coinvolgente e condivisibile per l’aspetto umano ed artistico tout court. Una iniziativa di utilità sociale attraverso la quale ognuno può far proprio il concetto di “ri-considerazione” della Persona.

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