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Tangentopoli story, il 2004: la corruzione diventa internazionale

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I fatti di tangenti del 2004 indagati dai giudici italiani riguardarono forme di corruzione sempre più spregiudicate, tendenti a travalicare i confini nazionali.

L’unico fatto che potremmo definire nostrano riguarda le tangenti sulla sanità abruzzese. Sandra Ciufici, segretaria di Vincenzo Angelini, ex titolare del gruppo Villa Pini, ha testimoniato lo scorso luglio che proprio nel 2004 era solita ricevere l’ordine da Angelini di preparare buste contenenti ognuna 10-15.000 euro. La Ciufici si dichiara ignara di chi fossero i destinatari, ma sono tanti gli uomini politici da lei notati a Villa Pini, a partire dall’ex assessore Antonio Boschetti e da Cesaroni.

Abbiamo poi uno scandalo di confine, quello delle tangenti al terminal VTE del porto di Genova. Secondo l’accusa, nel 2004 gli spedizionieri avrebbero dato compensi ai funzionari doganali per chiudere un occhio sul passaggio di merci ai valichi. La richiesta del pm Pinto è di 134 anni di carcere da suddividere a 40 diversi imputati.

La corruzione italiana sbarca all’estero grazie all’esercito italiano e ad uno scoop del programma di Italia Uno Le Iene: il maresciallo Domenico Leggero, anche se incappucciato, rivela che per andare in missione all’estero, i militari dell’Esercito e dell’Arma dovevano versare tangenti ad alcuni ufficiali superiori. La Procura di Roma fece sul serio e aprì un’inchiesta.

In ultimo, è di quest’estate l’apertura di un’inchiesta dei pm milanesi nei confronti di Eni e la sua divisione “Snamprogetti”. Due ex manager dell’azienda vengono accusati dai pm di avere pagato ai politici nigeriani ben 182 milioni di euro in cambio di appalti per i colossali impianti di estrazione e stoccaggio (dal 1994 al 2004). Tutti innocenti fino a prova contraria, ma la puzza che si sente nell’aria non è certo solo quella del gas nigeriano.

Andrea Anastasi

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