Elisabeth Baume-Schneider durante la conferenza stampa su AVS 2030. Keystone / Keystone / Peter Schneider
| Incentivare, ma non obbligare, a lavorare fino a 70 anni e oltre. La ministra dell’interno Elisabeth Baume-Schneider ha presentato il piano del Consiglio federale per modernizzare la Legge federale sull’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) e garantire il finanziamento del primo pilastro del sistema previdenziale svizzero nel periodo 2030-2040. Con la riforma AVS 2030, ora in consultazione, il Governo vuole rendere meno attrattivo il pensionamento anticipato e più interessante il differimento, incentivando la popolazione a lavorare più a lungo dopo il raggiungimento dell’età di riferimento di 65 anni. Ad esempio, il reddito minimo a partire dal quale vengono prelevati i contributi AVS verrà aumentato da 16’800 franchi a 22’680 franchi per coloro che continuano a esercitare un’attività lucrativa dopo questa età. Oggi, chi continua a lavorare e a pagare i contributi AVS, per migliorare le future rendite, può farlo solo fino ai 70 anni. Questo limite, secondo il Consiglio federale, va abolito. Secondo l’Esecutivo, la riforma AVS 2030 dovrebbe generare entrate supplementari per l’assicurazione pari a circa 600 milioni di franchi all’anno fino al 2040. Il Consiglio federale rinuncia così ad aumentare l’età di riferimento. Il tutto dipenderà però dal finanziamento della 13esima mensilità della rendita di vecchiaia, tema sul quale il Parlamento non ha ancora trovato un accordo. Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
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