Suicidio assistito e trapianti di organi. Ospedali e professionisti della salute stanno sollecitando con sempre più frequenza la Commissione centrale d'etica. Keystone / Gaetan Bally
Il quotidiano francofono 24heures dedica spazio oggi al dibattito delicato sul suicidio assistito e sulla donazione di organi. Sebbene entrambe le pratiche siano legali in Svizzera, la loro combinazione solleva interrogativi etici complessi, afferma Paul Hoff, presidente della Commissione centrale di etica dell’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM).
Hoff sottolinea l’importanza dell’autonomia della persona, ma teme che la possibilità di donare gli organi possa influenzare indebitamente la decisione di porre fine alla propria vita. In una presa di posizione di quest’anno, l’ASSM non propone direttive vincolanti, ma invita a un ampio dibattito pubblico sulla combinazione di queste due procedure.
Attualmente, in Svizzera nulla vieta la donazione di organi dopo un suicidio assistito, ma concretamente non è mai stata praticata. Circa il 10% di tutte le persone che desiderano morire tramite suicidio assistito potrebbero essere medicalmente idonee alla donazione. Nella Confederazione, si tratta di circa 170 persone all’anno.