L’artista austriaco Patrick Huber protesta il 16 marzo 2009 a St. Pölten, Austria, con una performance contro l’incesto. Qui iniziò il processo contro Josef Fritzl, accusato di aver tenuto prigioniera la figlia per 24 anni in una cella senza finestre e di aver avuto con lei sette figli. AP Photo / Christof Stache
Un’associazione attiva in tutta la Svizzera dichiara guerra all’incesto. Vuole sostenere le vittime e sensibilizzare la politica su questo tema spesso considerato tabù.
Con “Stop Incesto” nasce per la prima volta in Svizzera una piattaforma nazionale che vuole mettere in luce il fenomeno della violenza sessuale all’interno delle famiglie e combatterlo in modo efficace. Molti abusi rimangono nascosti perché le vittime si vergognano o non trovano sostegno. L’associazione vuole ora dare voce a queste persone.
Il sodalizio si definisce organizzazione mantello intercantonale e centro di competenza per la lotta all’incesto. Un punto centrale è la prevenzione: nelle scuole si vuole sensibilizzare bambini e bambine in modo mirato.
Inoltre, l’associazione vuole attirare l’attenzione della politica. “Stop Incesto” chiede un rafforzamento della base legale sul reato di incesto e una persecuzione penale più rigorosa delle autrici e degli autori.
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