
Nessuno sinora ha trovato una soluzione per risalire la china, perché le ingiustizie e le assurdità (come la burocrazia) si potrebbero affrontare con un piccolo esercito di “Templari”, votati ad agire con razionalità e rettitudine nel rispetto di tutti… Utopia? Non proprio, se si accarezzasse questa ipotesi forse…
di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)
Un premier minacciato, nonostante che i media hanno divulgato che è l’ottava donna più potente nel mondo, reati contro la persona e il patrimonio che si perpetuano, incidenti stradali e sul lavoro di cui si sta perdendo il conto, rivendicazioni ad oltranza nell’ambito dell’istruzione, una sanità che non è quasi più pubblica, la costante crisi occupazionale, gli incontenibili problemi delle carceri e via di questo passo, l’elenco delle inefficienze “squisitamente” italiane, sarebbe interminabile e provare a completarlo verrebbe da chiedersi quale Repubblica è diventata l’Italia. Ad ulteriore conferma di questo disastro politico-sociale-istituzionale non mancano certo le lamentele a furor di popolo, ma sono sempre fini a se stesse in quanto una volta manifestate in piazza tutto torna come prima, quindi nulla di fatto! Nel frattempo circa 13-15 milioni di italiani si stanno preparando per organizzare le vacanze per il periodo natalizio e di fine anno… come se la crisi lamentata in questi tre anni di pandemia fosse svanita o ridotta al minimo. Inoltre, questi vacanzieri (certamente non tutti abbienti) non si stanno certo ponendo, ad esempio, il problema della sanità, in quanto altrettanto pochi non hanno rilevato che nel decennio 2010-2020 sono stati chiusi in Italia 111 ospedali, 113 Pronto Soccorso e tagliati 37 mila posti letto, per non parlare della carenza assistenziale che sta penalizzando sempre più la popolazione anziana, soprattutto in gran parte affetta da più patologie croniche invalidanti. Credo ormai di conoscere la Sanità sia pur non avendo alcun specifico ruolo, né politico e né istituzionale, ma da attento osservatore e divulgatore (oltre che paziente) da oltre sei lustri, ritengo di poter puntare il dito un po’ a destra e un po’ a manca. Il mio vantaggio, rispetto a determinate figure che nel sociale hanno specifici ruoli operativi e di responsabilità, è quello di non aver mai fatto parte ad alcuna corrente politica, scevro da ogni condizionamento (men che meno compromesso) ideologico e quindi privo di amicizie particolarmente influenti… anzi! Se l’essere e l’agire rientra in quello che si può dire anticonformismo ben venga, perché ciò significa ragionare con la propria mente e non con quella altrui… che spesso non segue la ratio. In effetti nel mio modus operandi sociale verso il prossimo in difficoltà non ho mai avuto proseliti, proprio perché l’impegno maggiore è controbattere l’ingiustizia, a cominciare dalla imperante burocrazia. Ma tornando al tema sanità sarebbe interessante, ad esempio, sapere quanti di quei 15 milioni di vacanzieri in partenza come affronterebbero, in caso di bisogno, le liste di attesa se non volessero ricorrere al sanità privata; e come penserebbero di contestare la carenza dell’organico sanitario. Le palesi indifferenza e superficialità di molti sono una sorta di irresponsabilità individuale e collettiva che va ad urtarsi con la pretesa di ottenere quanto necessita da pochi operatori rimasti sul campo. E a mio avviso non c’é Governo che tenga, nonostante le “presunte” buone volontà di risanare le sorti della sanità pubblica (per il vero sempre più tendente al privato), e del Paese più in generale. E ciò anche se i parlamentari si sono ridotti di 300 unità, un provvedimento che a detta di molti non è condivisibile e, a questo riguardo, un vecchio aforisma recita: «Quando in un realtà sono in due a comandare, uno è di troppo». Chi vuole intendere, intenda! Ma preciso che queste mie osservazioni non rasentano in alcun modo l’anarchia, bensì invocano la saggezza di avi come Socrate, ossia il rispetto delle leggi prima di tutto da parte del cittadino, oltre al diritto di disquisire non solo con esposizioni dotte, ma anche con procedimenti razionali dettati dalla obiettività e, come torno a ripetere, sempre per iscritto. Purtroppo, però, bisogna fare i conti con una popolazione cresciuta per età anagrafica che ha saputo solo pretendere diritti senza attenersi né ai doveri e né ad un comportamento civico (vedasi ad esempio le molte città con i muri degli edifici pubblici e privai imbrattati, i rifiuti che straboccano nelle strade, corsie e marciapiedi invasi da chi dovrebbe usare le piste ciclabili, i vandalismi perpetrati ad ogni manifestazione di piazza, etc.). Un tempo si diceva che correggere certi comportamenti bisognava usare il bastone e la carota, concetto per certi versi giustamente superato ma, da come vanno le cose, stiamo constatando un dilagante malcostume generalizzato che pare non avere fine, anche per il fatto che multe e detenzioni non sono più nemmeno un deterrente!

A questo riguardo si vorrebbero rivedere alcune procedure del Codice, ma per quanto innovative e democratiche possano essere, il Paese è comunque destinato a sprofondare sempre più nell’oblio e non basterebbero i gironi danteschi per accogliere gli autori di questa caduta. E allora che fare? Sarebbe fin troppo bello avere una soluzione a portata di mano, ma di fatto non esiste se non il poter intravedere un piccolo spiraglio che consiste in costanti esempi di buone e civili azioni verso il prossimo, e verso i politici-gestori richiamandoli a quell’etica che vuole più pragmatismo, meno retorica e meno presenzialismo. Comunque, le priorità cui tendere a mio parere sono la sanità, l’assistenza e la garanzia di tutela della vita individuale e collettiva in ogni ambito, la cui scarsa attenzione continua a mietere vittime, come se la vita delle persone fosse un “rituale” di questo mondo, alla quale non si dà alcun valore nonostante secoli di Storia abbiano dimostrato che è un bene prezioso… e che probabilmente avrà un seguito. In buona sostanza, se volessimo paragonare il nostro Stato ad un sistema feudatario, ad esempio, ci sarebbe bisogno di fare riesumare i Templari (quelli inizialmente costituiti) ma senza destriero e senza spada, votati alla difesa del più debole contro l’oppressore, o comunque contro le ingiustizie: uniche armi carta e penna e determinazione! Ma per i tempi moderni questo non è concepibile, perché a mio avviso non esiste cittadino (italiano) votato a questa ipotetica “riesumazione” e, di conseguenza, i circa 60 milioni di residenti dovranno ritenersi sudditi di un sistema condizionato da politiche mai conclusive. Quindi, utopia pensare ad un futuro migliore e, proprio per questo, Dio protegga le nascenti e future generazioni.




