Eugenio Giani- Governatore della Regione Toscana
di Francesca Lippi
Dopo l’addio al Reddito di Cittadinanza nazionale, la Toscana si muove in controtendenza e non è la prima volta che si muove in tal senso, e lancia una misura tutta sua: il Reddito di Reinserimento Lavorativo. Non è un sussidio eterno, ma un ponte verso il lavoro. Ecco cosa cambia, chi ne beneficia e come si accede.
Cos’è il Reddito di Reinserimento?
Un assegno mensile da 500 euro, per un massimo di 9 mesi, destinato a chi ha perso il lavoro e non ha più accesso ad altri ammortizzatori sociali. La misura è regionale, sperimentale, e punta a riattivare chi è rimasto escluso dai circuiti occupazionali.
Requisiti principali
- Residenza in Toscana
- ISEE inferiore a 15.000 euro
- Nessun accesso a NASpI, Dis-Coll o altri sussidi
- Esperienza lavorativa pregressa
Come funziona?
Chi riceve il reddito sarà accompagnato in percorsi di formazione e orientamento, con il supporto dei centri per l’impiego e delle agenzie territoriali. L’obiettivo non è solo sostenere, ma reinserire: ogni beneficiario sarà coinvolto in attività che lo avvicinano concretamente al lavoro.
La voce della Regione
“Non vogliamo lasciare indietro nessuno. Questo reddito è un ponte, non un parcheggio.” — Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana
Con 23 milioni di euro stanziati, la manovra regionale punta a raggiungere 11.000 persone in difficoltà.
Firenze e provincia
Nel territorio fiorentino, la misura potrebbe avere un impatto significativo su:
- Lavoratori over 50 espulsi dal mercato
- Giovani in cerca di prima occupazione
- Donne con carichi familiari e percorsi lavorativi discontinui
I centri per l’impiego di Firenze, Empoli, Sesto Fiorentino e Scandicci saranno snodi fondamentali per l’accesso e la gestione delle domande.
“Un ponte verso il lavoro”
Intervista a Marco B., 52 anni, ex operaio tessile residente a Prato, tra i primi a fare domanda per il nuovo Reddito di Reinserimento Lavorativo.
Marco, cosa significa per lei questo nuovo reddito regionale?
“Per me è una boccata d’ossigeno. Dopo la chiusura dell’azienda dove lavoravo, mi sono trovato senza reddito e senza sussidi. Sapere che la Regione offre un sostegno, anche se temporaneo, mi fa sentire meno solo.”
Non è solo un assegno, ma un percorso di reinserimento. Come lo vive?
“È vero, non si tratta solo dei 500 euro al mese. Ho già iniziato un corso di aggiornamento al centro per l’impiego di Prato. Mi stanno aiutando a capire come rimettere in gioco le mie competenze, magari in settori diversi dal tessile.”
Quali difficoltà incontra oggi nel cercare lavoro?
“L’età è un ostacolo. A 52 anni non è facile ricominciare. Però con la formazione e il supporto, spero di avere più possibilità. Almeno non mi sento abbandonato.”
Cosa direbbe a chi critica queste misure?
“Capisco che non tutti siano d’accordo, ma per chi ha perso il lavoro e non ha più nulla, questo reddito è un ponte. Non è un regalo: è un modo per rimettersi in piedi e tornare a contribuire per se stessi e per la comunità.”
Qual è il suo sogno per il futuro?
“Ritrovare stabilità. Non chiedo tanto: un lavoro dignitoso e la possibilità di guardare avanti senza paura.”