Il presidente della Confederazione Guy Parmelin si è recato giovedì sul luogo della tragedia. Keystone / Alessandro Della Valle
L’inchiesta sull’inferno è ancora nelle fasi iniziali e, secondo le autorità, si stanno vagliando diverse ipotesi, anche se ne sta emergendo una in particolare: “Riteniamo che l’incendio sia partito da stelle filanti che erano attaccate a bottiglie di champagne. È così che ha preso fuoco il soffitto”. Le vie di fuga, gli estintori, i rivestimenti in schiuma acustica, il numero di persone presenti sul posto e il numero massimo consentito di ospiti, nonché le vie di accesso: tutto questo è attualmente oggetto di indagine. Tuttavia, secondo le autorità, è ancora troppo presto per esprimere un giudizio definitivo sulla conformità del luogo. Quel che è certo è che l’incendio si è propagato rapidamente. Le autorità ipotizzano che sia avvenuto un “flashover” – il passaggio improvviso da un incendio incipiente a un incendio completo – che ha innescato una o più esplosioni. Tutte le superfici combustibili di un ambiente prendono così fuoco simultaneamente. Markus Grenacher, presidente della Conferenza degli ispettori pompieri, ha spiegato ai microfoni della SRF che un simile fenomeno nasce dai gas di combustione di un incendio inizialmente di piccole dimensioni. Se, ad esempio, il fuoco viene innescato da una candela o da un fornello, i gas si accumulano sotto il soffitto. Se non riescono a fuoriuscire e si aggiungono una quantità sufficiente di ossigeno e l’aumento delle temperature, l’intero strato di fumo prende fuoco all’improvviso. “Se in quel momento ci si trova nella stanza, l’esito è mortale”, ha affermato Grenacher. Nel giro di pochi secondi l’ambiente si trasforma in una palla di fuoco, in cui “brucia semplicemente tutto”.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
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