Sorvegliate, picchiate e costrette a rapporti non protetti: la prostituzione in Svizzera. Keystone
Lo scorso anno il Servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne FIZ ha assistito 228 persone. Una cifra in aumento da anni. Un caso drammatico è stato discusso oggi in tribunale.
I casi di tratta di esseri umani sono in aumento. Da un lato perché è cresciuta la sensibilizzazione e vengono segnalati più episodi. Dall’altro, questo dimostra anche che il numero di casi non denunciati è elevato, ha spiegato Fanie Wirth del FIZ alla Radiotelevisione svizzera in lingua tedesca SRF. “Le vittime sono da molto giovani fino a oltre 60 anni, e provengono da oltre 80 Paesi”, ha aggiunto l’esperta.
Un numero notevole di vittime proviene dall’Europa dell’est: in particolare da Romania, Ungheria o Bulgaria. Per migliorare la situazione, Fanie Wirth propone di ridurre la dipendenza delle donne da chi le sfrutta, ad esempio migliorando le condizioni per esercitare la professione legalmente. Una presunta trafficante, una 33enne ungherese, è comparsa oggi davanti al Tribunale distrettuale di Zurigo per rispondere dell’accusa di tratta di esseri umani e favoreggiamento della prostituzione.
Per anni, avrebbe costretto diverse donne a prostituirsi. Nel caso specifico, le vittime venivano alloggiate in hotel nel quartiere Langstrasse di Zurigo e sorvegliate 24 ore su 24. Venivano picchiate, tirate per i capelli e pesantemente minacciate se non raggiungevano il fatturato richiesto. Erano inoltre costrette ad avere rapporti sessuali non protetti, il che ha portato a numerose gravidanze indesiderate, aborti e contrazione di malattie veneree. Non è ancora stata emessa una sentenza.
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