Le vittime della tratta di esseri umani raramente si rivolgono alla polizia. Keystone-SDA
In una conferenza stampa tenutasi lunedì, la polizia cantonale di Berna ha annunciato di aver smantellato una rete di traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. La legge del silenzio che regna in questi ambienti rende complicate le indagini, hanno sottolineato le autorità. Cinque persone sono accusate di aver attirato in Svizzera almeno 146 donne, soprattutto cinesi, per costringerle a prostituirsi. Le vittime erano alloggiate in appartamenti che non osavano quasi mai lasciare. La maggior parte di loro era giovane, viveva in condizioni precarie e doveva mantenere le proprie famiglie. Le donne dovevano pagare metà del loro stipendio ai loro presunti sfruttatori. Le vittime della tratta di esseri umani si rivolgono raramente alla polizia, per paura di ritorsioni o perché sono costantemente sorvegliate. In Svizzera, dal 2008 sono state pronunciate in media 11 condanne all’anno per questo reato. Ma per Leila Boussemacer, avvocata specializzata nella difesa delle vittime della tratta di esseri umani presso il Centro sociale protestante di Ginevra, la realtà di questo fenomeno nella Confederazione è “molto più grande di quanto si immagini”.
L’articolo proviene da TVsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- Le cifre della tratta di esseri umani in Svizzera e la notizia dell’operazione della polizia bernese in questo articolo di tvsvizzera.it
- Articolo dettagliato della Berner Zeitung (in tedesco)




