SINO A QUANDO ASSISTEREMO AL DISPREZZO DELLA VITA UMANA?

Nonostante la molteplicità di esempi di bontà e rispetto verso gli esseri umani, nelle varie culture permane il “sentimento” dell’azione crudele e distruttiva degli stessi

di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Caino e Abele

Mi si perdoni la retorica, ma è il caso di ribadire che nel nostro Paese (e non solo) da molto tempo ormai, soprattutto a partire dagli ultimi tre-quattro decenni, si muore (non per cause naturali o malattia) con troppa facilità. E questo perché? Quali le cause, le concause e le eventuali responsabilità dirette o indirette? Immagino che esperti a vario titolo si stiano interessando per cercare di dare una risposta, ma intanto il tempo trascorrere e con esso si perpetua la moria di tanti esseri umani… Per quanto riguarda l’informazione sappiamo fin troppo, comprese le ipotesi che si sommano ogni giorno, ma il problema rimane e non c’è politica che tenga perché le leggi non bastano, come non bastano i provvedimenti restrittivi e/o punitivi per frenare, ad esempio, l’orda pluriquotidiana dei delitti. Davvero la vita umana vale così poco? Il mio non vuole essere un interrogativo tout court, ma una invocazione al diritto di risposta. Ma chi deve rispondere? La società nel suo insieme, si potrebbe dire, e questo vale a dire la coscienza di ognuno; coscienza che anche il Pontefice cerca di “risvegliare” con le sue omelie, ma evidentemente nemmeno Lui viene ascoltato, ad eccezione di quella schiera (sempre più esigua) che staziona in San Pietro per ascoltare ogni volta l’Angelus settimanale. Di fronte a così tanto disprezzo della vita umana (considerando a tutti gli effetti anche i suicidi) pare non vi siano concrete soluzioni; anzi, sono sempre più incessanti e inquietanti tutti quegli stimoli che in un modo o nell’altro inducono a ferire o sopprimere la vita altrui. Vedasi ad esempio le continue proposte di film dalla trama violenta, e alcune forme di pubblicità con messaggi subliminali che inducono ad emulazione, illusione e delusione per poi sfociare, nelle menti più deboli, in azioni tanto incontrollate quanto irrazionali. Inoltre, va detto e ripetuto, che anche l’ostentazione di tanto benessere e agiatezze da parte di vip e di tanti altri, in molti soggetti procura invidie con la conseguenza di voler ottenere ciò che non potranno mai avere; ed ecco che il livore che si manifesta in essi li porta talvolta a compiere azioni criminose contro il patrimonio e contro la persona. Ma si aggiunga anche il fatto che il nostro sistema giudiziario (e forse anche in altri) in non pochi casi non garantisce la certezza della pena, e che le carceri sono sovraffollate… Per ragioni di potere, avidità e tendenze religiose, guerre e conflitti non sono servite a rinsavire l’uomo; come pure anche le epidemie hanno insegnato ben poco, ossia le privazioni e le sofferenze sovente hanno creato cuori aridi, lasciando poco spazio alla solidarieà umana che, peraltro, è sempre più di pochi!  È pur vero che nei secoli scorsi non vi era un apprezzabile progresso culturale e tecnologico, e che oggi vi è di tutto e di più; ma è anche vero che nei secoli la mente umana ha avuto comunque infinite opportunità per emanciparsi, crescere e migliorare in una visione più ottimistica. Opportunità che però sono servite a ben poco poiché l’Essere umano non è mai stato privo di difetti e debolezze (oltre naturalmente ai notevoli pregi), sconfinando spesso in pensieri ed azioni che non di rado hanno dell’inimmaginabile… nel bene e nel male. Si pensi, ad esempio, alla lotta contro la schiavitù e le segregazioni razziali perdurate per secoli, e poi in gran parte abolite grazie alla lungimiranza di alcuni saggi… Insomma, il buono e il cattivo è sempre esistito, come pure il ricco e il povero; e proprio per queste “differenze-diseguaglianze” è il caso di continuare a studiare la mente umana, e nel contempo (per quanto possibile) di porre un freno a tutte quelle iniziative che sono atte a stimolare fantasie ed azioni che, se represse, incrementano il popolo delle malvagità.

Evidentemente è il destino della stirpe gioire e patire e, quel che è peggio, nemmeno l’esempio di non pochi filantropi (come Albert Schweitzer, nella foto) è finora servito a “mitigare” gli animi più bellicosi e, a questo proposito, sarebbe comunque opportuno continuare a diffondere il loro esempio, avendo però l’accortezza di evitare ogni forma di pietismo perché, in caso contrario, il risultato di ogni buona intenzione si vanificherebbe nel nulla. Vorrei concludere rammentando che la saggezza rappresenta la capacità di scegliere e volere in maniera razionale, riconoscendo la differenza tra bene e male: ecco perché frasi ed esempi concreti sulla saggezza rappresentano un valido aiuto per le nostre decisioni future, uno spunto per agire e pensare correttamente. Se è vero che secondo l’opinione popolare si diventa più saggi con il passare degli anni, leggere frasi sulla saggezza di filosofi, pensatori e scrittori ci permetterà di accelerare il processo, acquisendo esperienza di vita, prudenza… e rispetto verso se stessi e il prossimo a noi vicino.

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