Sicilia: “Quelli di Bagheria dopo Baaria”, la mostra di Elisa Martorana

Sicilia: “Quelli di Bagheria dopo Baaria”, la mostra di Elisa Martorana

Grande successo ieri per l’inaugurazione della mostra fotografica di Elisa Martorana. La nostra fotoreporter ha presentato a Palazzo Cutò a Bagheria la mostra del lavoro svolto per la presentazione della sua tesi di laurea. Un progetto molto particolare e interessante quello di “Quelli di Bagheria” dopo Baaria”. Si tratta di una tesi di laurea realizzata con tecniche grafiche ma che ha un contenuto prettamente culturale e antropologico. L’amore per il suo paese ha spinto Elisa a rendere il suo progetto pubblico per gli abitanti della cittadina del palermitano, che potranno visionare il tutto fino dal 14 al 17 aprile. Noi abbiamo incontrato l’autrice che ci ha raccontato l’excursus di questo suo lavoro.

Elisa, da dove nasce l’idea di “Quelli di Bagheria dopo Baaria”?

Quelli di Bagheria dopo Baaria nasce da un’emozione e dalla necessità di raccontarla. Durante la prima nazionale di Baaria -il film di Tornatore-, eseguita al Supercinema di Bagheria, io anche se di cattivo umore, insieme a tutti i bagheresi ero lì a curiosare alla ricerca di attori famosi. Trovai una posizione fotografica niente male e iniziai a fare delle foto ricordo, improvvisamente arrivò Tornatore, e quel fiume di persone che si trovava li improvvisamente smise di cercare attori e si sollevò dalla folla un unico grido, profondo e intenso: “GRAZIE PEPPUCCIO”. Il regista li guardò tutti e fece un sorriso, li salutò e allargò le braccia per poi stringerle a se, come a stringere in un unico grande e immenso abbraccio tutta la folla. Proprio in quell’istante capii che quel film per i bagheresi era qualcosa di più importante e profondo e dentro me provai il sentimento di dover raccontare e testimoniare a modo mio questa emozione.

Cosa viene raccontato nella tua tesi di laurea e naturalmente anche nella mostra omonima?

Ho osato nel mio piccolo raccontare fotograficamete il post Baaria, infatti il progetto si sviluppa in due sezioni. La prima parte è un reportage che inizia proprio dalla prima di Baaria. Per circa un anno e mezzo ho elaborato fatti, luoghi, visi e avvenimenti accaduti nella città, senza censura: dalla festa di San Giuseppe alla crisi rifiuti della scorsa estate. La seconda sezione invece rappresenta dei ritratti. Ho realizzato dei ritratti ambientali, inserendo anche il ritratto nel ritratto, ma non vi descrivo pienamente di che si tratta perchè altrimenti non venite alla mostra, invece vi invito a visitarla e visionare voi i dettagli.

Ti senti una dei tanti bagheresi artisti, figlia di una città d’arte a 360 gradi?

Non mi definisco un’artista, odio chi si autoproclama. Mi definisco una creativa e figlia del mio tempo. Per chi ha una predisposizione artistica sicuramente questa città nel bene e nel male incentiva a coltivare l’arte, anche se nella mia tesi definisco Bagheria una madre snaturata che mette al mondo figli senza curarsi di loro. Sicuramente il mio lavoro è anche un omaggio a due grandi artisti, infatti il titolo esplicita due grandi opere “Quelli di Bagheria” noto libro fotografico di Ferdinando Scianna e Baaria ultimo film di Giuseppe Tornatore. Loro per me sono due immensi fari, due punti di riferimento importarti che spero un giorno di raggiungere almeno in parte.

A chi consiglieresti di vedere la tua mostra?

La mia mostra è per tutti, infatti ho realizzato un periodo di promozione importante nelle radio come nelle scuole. Certo, sopratutto sarà importante per i bagheresi perchè questa mostra è anche una restituzione alla collettività, è un progetto fotografico ma anche e sopratutto antropologico, perchè è l’unico progetto concreto che questa città ha partorito come testimonianza del film, che per i bagheresi non è stato solo un evento cinematografico ma ha fortemente inciso le coscienze. I cittadini spesso usano termini e frasi estrapolate dal film, racconteranno ai loro nipoti quella esperienza fantastica. Baaria è stata una grande vetrina per la nostra città. Sicuramente la mia è una mostra per tutti, per le famiglia, ma anche per gli appassionati. Si tratta di un evento che fa scoprire non solo il mio occhio e la mia sensibilità ma fa conoscere i visi e le emozioni di quelli di Bagheria.

Quali sono i tuoi progetti per questo lavoro?

I miei progetti sono ben precisi: oltre che realizzare e mettere in atto un tuor espositivo già programmato, l’altro progetto importante è quello di riuscire a pubblicare la mia tesi di laurea. Come sempre tanta carne al fuoco, ma chi si ferma è perduto ed io non mi fermo.

Ci tengo a ringraziare tutte le persone che si sono prestate a farsi ritrarre e hanno fatto in modo che questo mio progetto si sia realizzato. Inoltre ci tengo fortemente a ringraziare Officine Urban per avermi inserito nel programma della settimana della cultura. Ringrazio tutti gli sponsor che hanno contribuito a questa iniziativa in particolare letter bit che si è occupata della realizzazione della sezione reportage e iltuosms.it che si è occupata degli inviti telematici. Ringrazio Domenico Cannizzaro e Tony Tonè per avermi voluto a radio time. Vi aspetto tutti dal 14 al 17 aprile a Palazzo Cutò a Bagheria.

Noi della redazione consigliamo vivamente a tutti di visitare la mostra di Elisa Martorana, che rappresenta un altro tassello della cultura di quella cittadina siciliana che ha dato i natali a grandi artisti come Ignazio Buttitta e Renato Guttuso.

Giusy Chiello

Redattrice-giusy.chiello@ilmiogiornale.org

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