Keystone / Michael Buholzer
Lo scandalo di cardiochirurgia all’Ospedale universitario di Zurigo si allarga. I controversi dispositivi Cardioband sono stati utilizzati anche all’Inselspital di Berna, così come a Lucerna e a Lugano.
Secondo un’inchiesta pubblicata la scorsa settimana, tra il 2016 e il 2020 all’Ospedale universitario di Zurigo si sono verificati circa 70 decessi che potevano essere evitati. Sono state accertate gravi carenze gestionali da parte dell’allora primario Francesco Maisano. Quest’ultimo aveva sviluppato un dispositivo, il Cardioband, nel quale aveva un interesse finanziario, ma che regolarmente causava gravi complicazioni.
Ieri la NZZ am Sonntag ha riferito che la tecnica è stata utilizzata anche in 36 casi all’Inselspital di Berna, e due volte a Lucerna. Ora anche Berna intende indagare a fondo su questi episodi. Al momento non sarebbero note complicazioni insorte a seguito dei trattamenti. A Lugano, il Cardioband è ancora oggi tra i metodi offerti.
È una coincidenza che, nella stessa settimana in cui è emerso lo scandalo, sia stata resa pubblica anche una proposta del Consiglio federale sul tema. Il Governo vuole che il personale medico che utilizza determinati prodotti sia libero da incentivi finanziari e si orienti esclusivamente in base a considerazioni mediche.
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Più informazioni sul tema:
- Altri ospedali finiscono sotto i riflettori, scrive la NZZ
- Il riassunto della vicenda a cura di RTS Info
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