198’000 persone svizzere in pensione vivono all'estero. AP Photo/Christof Stache
Questo ha conseguenze per le autorità. E anche la reputazione della Quinta Svizzera ne risente.
Il numero di svizzeri e svizzere in pensione che vivono all’estero è aumentato notevolmente dal 2017, passando da 157’000 a oltre 198’000. Molti sono attirati dal clima migliore e dal costo della vita più basso. Benché la maggior parte emigra ben preparata, alcuni si trovano in situazioni delicate dal punto di vista finanziario o di salute, scrive il Blick. Occuparsi di loro sta diventando una “sfida crescente” per il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
I casi sono pochi, ma sempre più complessi e comportano un grande lavoro per le rappresentanze svizzere in loco. Le risorse necessarie sono di conseguenza elevate, ma non sono indicate separatamente nelle statistiche o nei costi. In particolare, le persone emigranti più anziane hanno bisogno di una complessa assistenza, ad esempio se si ammalano gravemente. Il DFAE interviene a livello locale. In alcuni casi, la Confederazione fornisce anche assistenza finanziaria.
Le notizie di emigranti che ricevono aiuti dalla Svizzera hanno talvolta danneggiato la reputazione della diaspora. L’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE) e il Consiglio degli svizzeri all’estero si occupano da anni di questo problema. “Siamo ambasciatori e ambasciatrici”, è stato il messaggio unanime del Consiglio alla fine di marzo di quest’anno. Nella stessa sede, il consigliere federale Ignazio Cassis ha rassicurato: “Nel mondo polarizzato in cui viviamo oggi, se non si viene criticati, si è irrilevanti”.
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