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Scuola Italiana: continuano i tagli

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In questi giorni molte amministrazioni comunali stanno facendo i conti con il loro bilancio, che dovrà essere approvato con dei tagli a tanti servizi che fino all’anno scorso potevano essere offerti ai fruitori. La scuola purtroppo sta subendo molti di questi disservizi: in molti comuni aumenterà il costo della mensa scolastica, in altri verrà eliminata la colazione offerta fino ad ora dall’amministrazione comunale, alcuni asili nido che fino ad ora fornivano gratuitamente i pannolini chiederanno alle famiglie di provvedere da soli. Questi sono solo alcuni dei servizi che il nord molto più del sud sta perdendo “grazie” alle nuove riforme. Il nord forse risulta essere più colpito perché fino ad oggi i servizi scolastici sono sempre stati garantiti al meglio: la maggior parte delle scuole è a tempo pieno, esistono le camere per la nanna dei bambini della scuola dell’infanzia, la mensa scolastica viene pagata in base al reddito, etc… Questo al sud è solo un sogno: le scuole a tempo pieno sono pochissime e quelle che ci sono molto disorganizzate: una mamma che portava il suo bambino alla scuola materna a tempo pieno in provincia di Palermo, mi ha raccontato di aver trovato il bambino che dormiva sul banco perché non avevano i lettini per farli riposare. Il fatto grave però è che se fino a qualche tempo fa il tasso di disoccupazione femminile al sud era molto più alto che al nord, oggi la situazione si è quasi parificata. Le donne del sud lavorano quasi alla stessa stregua di quelle del nord. Questo dato va maggiormente ad equipararsi proprio per il fatto che la disoccupazione in toto sta diventando un problema per tutta l’Italia nella sua globalità. Quindi, la scuola, invece di dare dei servizi ulteriori ai bambini del sud, sta subendo anche l’eliminazione di quei servizi ai quali il nord ormai non può più fare a meno. Ma l’Italia si sveglierà mai da questo torpore? Come si può tollerare ancora che i nostri governanti sperperino denaro facendo regali di 7.000 euro ad “amici in difficoltà” mentre la maggior parte delle famiglie italiane non riesce ad arrivare a fine mese e deve subire tutti i tagli rivolti all’istruzione pubblica?

Giusy Chiello

Redattrice- giusy.chiello@ilmiogiornale.org

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