Al momento della pubblicazione del rapporto, la direzione dell’ospedale ha presentato le sue "sincere scuse" ai pazienti e ai loro familiari. Keystone / Michael Buholzer
È uno scandalo medico senza precedenti in Svizzera. Una settantina di decessi avrebbero probabilmente potuto essere evitati all’Ospedale universitario di Zurigo (USZ) tra il 2016 e il 2020, rivela un’inchiesta indipendente sulla clinica di cardiochirurgia del nosocomio, pubblicata martedì.
È stata constatata una significativa mortalità in eccesso di 68–74 decessi su 4’500 interventi effettuati tra ottobre 2014 e maggio 2020 nella clinica di cardiochirurgia dell’USZ. Sono stati inoltre eseguiti 75 interventi chirurgici inappropriati. I risultati dell’indagine amministrativa commissionata dal consiglio di amministrazione dell’USZ sono scioccanti.
Al centro dello scandalo vi è il capo servizio dell’epoca, il dottor Francesco Maisano, oggi primario di cardiochirurgia all’ospedale San Raffaele di Milano. Già alla fine del 2019 era stato accusato da un altro medico di mettere in pericolo i pazienti, di testare dispositivi non approvati e di trarre profitto dalla loro applicazione, poiché deteneva partecipazioni nelle società che li producevano. Poco dopo queste rivelazioni, nel 2020, Maisano ha lasciato l’ospedale zurighese.
Per anni, l’USZ ha affermato che nessun paziente aveva subito conseguenze collegate alla vicenda che riguardava il medico. Il nuovo rapporto smentisce chiaramente questa versione, scrive il Tages-Anzeiger. La direzione dell’ospedale ha presentato le sue “sincere scuse” ai pazienti e ai loro familiari, parlando di comportamento “inaccettabile”.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
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- L’articolo della RTS
L’articolo del Tages-Anzeiger
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