Sardegna: novità per i precari


La Regione Sardegna ha finalmente dato il via al nuovo concorso per l’assunzione di funzionari amministrativi, che prende il posto della selezione bandita nel 2008, durante il governatorato di Renato Soru, e sospesa dalla Giunta regionale lo scorso 12 febbraio.
Con questo concorso – è utile ricordarlo – la Regione intende non solo reclutare personale esterno ma anche stabilizzare i propri precari, dal 2007 in lotta per far valere questo diritto.
I posti disponibili sono 42: non pochi, soprattutto se si considera che la selezione bandita nel 2008 ne prevedeva 11. Ma – come preannunciato – ai dipendenti regionali che vogliano accedere ad una categoria superiore è riservato, in via straordinaria, il 50 per cento dei posti, anziché il 20 per cento, come di regola e come prevedeva anche il bando sospeso. L’Assessorato al personale, Maria Paola Corona, ha, peraltro, deciso di non aderire all’orientamento della Corte costituzionale che, pur escludendo la legittimità di concorsi riservati ai soli lavoratori da stabilizzare, equipara questi ultimi ai dipendenti interni ai fini della riserva di posti (Corte cost., 6 luglio 2004, n. 205).

Il nuovo bando conferma, in linea di massima, le agevolazioni previste per gli “stabilizzandi” ovvero l’esonero dalla prova preselettiva e l’attribuzione di un punteggio premiale per l’anzianità di servizio. Quest’ultimo viene, tuttavia, ridimensionato: dai precedenti 0,10 punti previsti per ogni mese di esperienza maturata si passa a 0,15 punti per anno, sino ad un massimo di 1 punto (mentre, ad esempio, a chi possiede un dottorato di ricerca vengono riconosciuti 1, 20 punti).

Particolarmente interessante è l’introduzione di una premialità anche per chi ha svolto tirocini presso pubbliche amministrazioni. Si tratta, in realtà, di un punteggio esiguo: massimo 0,30 punti. Peraltro, nessun punto sarà assegnato a chi ha svolto esperienze formative di durata infrannuale. Questo nonostante la maggior parte dei tirocini attivati presso l’amministrazione regionale abbia una durata pari a 5-6 mesi.

Un’altra novità riguarda le prove: non più solo eventuale preselettiva ed orale, ma anche prova scritta (non prevista nel bando del 2008). Tra le materie d’esame fa, inoltre, la sua comparsa il diritto comunitario, “con particolare riferimento alle politiche comunitarie in materia di fondi strutturali”. Ora, richiedere che i futuri funzionari conoscano le istituzioni comunitarie, il loro funzionamento e, a grandi linee, le politiche da esse attuate appare opportuno, posto che qualunque dipendente pubblico, ormai, è chiamato a confrontarsi nel suo lavoro con questa realtà. Appare, però, curioso che si voglia valutare, in particolare, la conoscenza di determinate politiche comunitarie in una selezione destinata a reclutare funzionari amministrativi generici e non specializzati in quella specifica area.
Per i precari, dunque, poche agevolazioni, che peraltro sembrerebbero in grado di avvantaggiare pochi eletti. Per gli esterni, invece, un’occasione da cogliere, ma con quali speranze?
Marcella Onnis

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