Una veterana della Sanità e dell’Assistenza ce lo ricorda in un volume

di Ernesto Bodini (giornalista e divulgatore di tematiche sociali)
A volte mi chiedo se, per avere una maggior garanzia di essere curati dalla Sanità pubblica, serva conoscere la storia della Sanità, o meglio la Legge 833 del 1978. Potenzialmente potrebbe servire, anche perché richiami e riferimenti legislativi precisano meglio alcuni particolari di tale diritto. Ma dubito, tuttavia, che gli italiani in genere sentano questa necessità di approfondire la conoscenza, non avendo dimestichezza con l’interpretazione di Leggi e Codici vari, e soprattutto essendo molto poco propensi a superare ostacoli burocratici che, anche in sanità, non mancano mai.
A parte il mio ruolo di divulgatore, credo che sia utile a tutti sapere come è nata la Sanità pubblica in Italia e come è stata (ed è) gestita: ciò ci rende – o renderebbe – più “padroni” di un diritto universalistico sino ad oggi inalienabile. Un contributo a riguardo ce lo offre Rosy Bindi, ministro della Sanità dal 1996 al 2000 e della Famiglia dal 2006 al 2008, con la pubblicazione Una sanità uguale per tutti – Perché la salute è un diritto, ed. Solferino 2025, pagg. 169.
L’opera ripercorre le traversie che hanno portato all’istituzione di tale Legge sino ad arrivare alla grave crisi di cui essa soffre tuttora. In questo percorso non sono mancate resistenze non solo politiche ma anche ideologiche, per non parlare di qualche incompetenza, perché altrimenti non si spiegherebbero gli ostacoli tali da impedire, anche solo parzialmente, un diritto peraltro garantito dall’art. 32 della Costituzione.
Tali resistenze e i molti tentativi per realizzare questa Riforma sono proseguiti negli anni, e ancora oggi ne stiamo assorbendo gli effetti, quali ad esempio il non totale rispetto dell’universalismo, ossia la sanità per tutti, sia pur sostenuto con l’introduzione dei ticket quale compartecipazione alla spesa da parte del cittadino-paziente.
Inoltre, la parentesi della frammentazione dei vari sistemi sanitari con il subentrato Federalismo, in base alla Riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, ha favorito la cosiddetta regionalizzazione: ogni Regione ha una certa autonomia economico-finanziaria, organizzativa e gestionale – nel rispetto degli accordi Stato-Regioni – per garantire la sanità ai propri residenti.
A riguardo la Bindi precisa: «Se la promessa di garantire buona salute a tutti è sempre tradita, se le cose non funzionano come dovrebbero e le diseguaglianze aumentano, la responsabilità non può essere attribuita al modello del Servizio sanitario nazionale, ma alla miopia della politica che per troppo tempo ha scelto di non intervenire sui nodi di maggiore sofferenza del sistema, e ha preferito la strada dei rinvii di ogni decisione o delle proroghe di misure datate e sempre più inadeguate».
Insomma, in non pochi casi una vera e propria discriminazione tale da ledere i diritti di cura di questo o quel cittadino… che crede ancora (bontà sua) nella cosiddetta italianità.
Ma il quadro che si delinea nel libro dell’autrice non è privo di qualche parentesi di ottimismo, in virtù del fatto che vi sono ancora amministratori che credono in questo sistema, o per lo meno nei suoi principi fondativi. L’autrice, che ha sempre dimostrato fermezza e determinazione durante il suo mandato, in questa sua opera lascia proprio quello spiraglio di ottimismo necessario, confidando nel rilancio e nella riqualificazione di un pilastro quale è il SSN a favore della collettività.
Per superare certi ostacoli si tratta di uniformarsi intervenendo in modo deciso e più appropriato, come ad esempio l’incremento e la riqualificazione del personale sanitario; e, a fronte di eventuali misure radicali, sarà bene e corretto avere la massima attenzione per le persone meno abbienti, con particolare riguardo per i disabili e gli anziani affetti da patologie croniche.
Io credo che il buon senso e la razionalità siano le prime modalità di attuazione, seguite dall’onestà intellettuale e dalle competenze dei politici-gestori. Per saperne di più, utile sarebbe leggere quest’opera letteraria ben documentata e al tempo stesso scritta in modo assai comprensibile a tutti.