Martin Pfister si dice dispiaciuto per la forma, ma non cambierà nulla nella sostanza. Keystone / Gaetan Bally
Il consigliere federale Martin Pfister fa autocritica, dopo la polemica relativa al richiamo sotto le armi di sacerdoti e pastori. In una lettera ottenuta dalla RTS, il capo del Dipartimento federale della difesa riconosce che i rappresentanti delle diverse confessioni avrebbero dovuto essere consultati prima dell’abolizione dell’esenzione dal servizio militare di cui beneficiavano finora gli ecclesiastici. “Vi chiediamo perdono”, ha scritto Pfister.
La controversia risale a una revisione della legge sull’esercito entrata in vigore a giugno. Da quella data, i ministri di culto non sono più esentati dal servizio militare, una modifica adottata senza una consultazione preventiva delle Chiese. Nove pastori sono già stati richiamati perché completino i giorni di servizio rimanenti. Finora le autorità avevano giustificato la decisione con la crescente secolarizzazione della società svizzera e con il numero limitato di persone interessate dal provvedimento.
Le scuse di Martin Pfister non sono tuttavia accompagnate da alcun cambio di rotta. Il Consiglio federale mantiene l’abolizione di questa eccezione, pur riconoscendo ora l’importanza del ruolo svolto dai responsabili religiosi nei periodi di crisi. Accolta favorevolmente dalle Chiese, questa richiesta di perdono potrebbe contribuire ad attenuare le tensioni. Non pone però fine al dibattito sul posto che le istituzioni religiose continuano a occupare in una Svizzera sempre più secolarizzata.
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- Le scuse del Consiglio federale nell’articolo di RTS Info
Un articolo d’archivio di Swissinfo sul ruolo dei cappellani militari




