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A RUOTA LIBERA CON “IL MIO ARTISTA PREFERITO”, BAND EMERGENTE DI ABRUZZO E DINTORNI

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Di Francesca Lippi

“Il Mio Artista preferito” il nome del gruppo è già una provocazione, niente di più
divertente, scommetto che l’ideatore, Giuliano, sei tu, del nome e non solo… Oui, madame.

“Perché definite – Il Mio Artista Preferito- provocazione politica?”

Il Mio Artista Preferito è un furto al vocabolario. Così come lo è stato il partito politico “Forza Italia” che, di fatto, ha reso imbarazzante pronunciare quelle parole allo stadio. Questo è uno dei tanti gesti eclatanti fatti per distogliere l’attenzione da problemi di maggiore portata. Con “Il Mio Artista Preferito”, se mai dovessimo diventare famosi al pubblico allargato, diventerebbe più difficile dire: “Il Mio Artista Preferito è…” senza destare un po’ di ironia e di confusione. L’ironia è alla base di tutto.

Avete partecipato all’Aré Rock festival di Barletta e siete stati tra le 30 band selezionate, ma il contest non è ancora terminato, come avete vissuto questa esperienza?

In realtà le selezioni sono state fatte in uno spazio apposito del M.E.I. dove abbiamo partecipato di recente.

Se vinceste…

Il Mio Artista Preferito non è mai riuscito ad avere un posto in classifica diverso dal podio o dall’escluso a priori. La vera vittoria è seminare per essere riascoltato, contattato, invitato a suonare. Perseguiamo un sogno e i concorsi ci hanno sempre aiutato in questo.

I vostri generi musicali sono: pop italiano- elettroacustica- sperimentale quanto spazio c’è in attualmente in ambito discografico per chi come voi fa sperimentazione?

Tantissimo spazio, infatti in Italia la musica sperimentale e alternativa affolla le nostre radio e televisioni, ci sono programmi studiati appositamente per dare spazio a band come la nostra, la tv va a caccia di idee nuove su cui investire, ci sono etichette discografiche italiane e produttorisempre alla ricerca di nuove sonorità che investono il loro tempo e spazio per dar vita a nuovi generi. Tutto questo non è assolutamente vero.

Nel 2008 “La Fame di Camilla” ha vinto l’Aré Rock Festival e quest’anno è a Sanremo. Invidiosi?

Congratulazioni a “La Fame di Camilla”. In realtà invidiamo tutti quelli che riescono a vivere di sola musica.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Difficili da definire. Preparare lo spettacolo, registrare la demo. Arrivare per partire.

E il grande sogno?

Creare un nuovo genere, qualcosa di musicalmente diverso, con regole che abbiamo inventato noi e che non sono quelle dettate dal mercato discografico, infatti è proprio un sogno.

Chi compone i testi e le melodie?

Nasce tutto da un embrione di chitarra e voce di Giuliano. Il resto viene da sè.
Il Mio Artista Preferito è un progetto completamente aperto. Non ci sono limitazioni per la scelta degli strumenti musicali nè per la scelta dei generi. Ognuno porta il proprio bagaglio musicale di conoscenze. E non solo musicale: ne Il Mio Artista Preferito c’è un resident VJ da 4 anni.

Qual è la canzone che avete portato al festival di Barletta?

Blu e Stella Madre (selezione M.E.I.)

La vostra band rappresenta l’Abruzzo, infatti siete di Chieti, Teramo, Pescara e Nereto. Ma quello di Nereto chi è?

Maszy: non io.
Emmanuel: non io.
Loredana: non io.
Antonio: non io.
Ma dai…Giuliano!

Siete scaramantici…cioè prima di un concerto che fate? Portate un cornetto rosso, fate gli scongiuri o cos’altro?

Prima di un concerto siamo tesi e nervosi come prima di un concerto, hai presente?
La situazione è la stessa.  Per allentare la tensione facciamo finta di stare per salire su un palco come prima di un concerto, hai presente?
E questa è la tredicesima domanda, quella fatidica: cos’è per voi la musica, in una parola sola… Comunicaremozioni

Il Mio Artista Preferito nasce nell’agosto 1999 con un’iniziale formazione di voce e chitarra acustica per poi sperimentare l’utilizzo del computer fino ad arrivare all’attuale formazione: computer, chitarre, basso elettrico, voce femminile e visual jockey. Il Mio Artista Preferito è “frase ripetuta”. Il Mio Artista Preferito è atto di auto-critica e di coscienza nell’atto compositivo. Il Mio Artista Preferito è “provocazione politica”.

Nella foto, ovviamente, “Il Mio Artista Preferito”

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