Rifugiamoci “Sul Tetto” con i Rein

Il tetto di un palazzo di una grande metropoli occidentale assediata dal consumo, dal traffico e dalla frenesia, dove i rumori della città sono lontani, dove l’aria è più limpida e tutto sembra più poetico. Questo lo scenario di “Sul tetto”, l’ultimo brano dei Rein, un gruppo musicale o meglio un collettivo artistico italiano. Si tratta di un gruppo di giovani, Gianluca Bernardo (voce e chitarra acustica), Luca De Giuliani (chitarra elettrica), Claudio Mancini (chitarre e organo) e Pierluigi Toni (basso e contrabbasso), che sono cresciuti insieme sul finire degli anni ’90 e che oggi sperimentano un nuovo modo di produrre e promuovere la musica, ispirati dal principio fondamentale della condivisione della cultura.

Questo nuovo brano rappresenta l’anteprima di “E’ finita”, il nuovo disco dei Rein, che uscirà il prossimo 15 Ottobre in Free-Dowload su Jamendo. Si tratta di un album dai contenuti particolari: decrescita, condivisione ed ecologismo espressi attraverso un linguaggio musicale figlio del  métissage e della contaminazione.

Noi abbiamo incontrato il bassista Pierluigi Toni che ci ha raccontato un po’ delle ultime fatiche del gruppo.

 “Sul tetto” rappresenta l’anteprima del vostro ultimo disco. Quali sono i messaggi fondamentali che il brano e l’intero disco vogliono portare alla gente?

Questo nuovo disco sviluppa una critica profonda nei confronti del consumo, inteso principalmente nel senso dell’ economia occidentale. Non si tratta quindi di un consumo necessario, ma di un’attività che comporta la distruzione di risorse e promuove il possesso fine a sè stesso. Il messaggio di fondo è che tutto ciò non è sostenibile. Le risorse naturali di cui dispone il nostro pianeta non sono illimitate, e quindi è inaccettabile un sistema economico – come il nostro – votato ad una crescita infinita. “Sul tetto” affronta il tema della decrescita, parlando della possibilità di invertire questo meccanismo suicida. Salire “sul tetto” è una metafora, vuol dire infatti liberarsi dai bisogni indotti, che dovrebbero renderci felici ma che non fanno che appesantire le nostre esistenze.

” I temi da voi trattati sono molto particolari e forse non rispecchiano i canoni commerciali del mercato musicale, vi ritenete un gruppo che produce musica “di nicchia”?

Naturalmente i temi che affrontiamo sono molto lontani, e in alcuni casi antitetici, ai canoni e ai “valori” che ispirano le scelte delle major discografiche. Non so se questo vuol dire fare musica “di nicchia”. Credo piuttosto che un modo di pensare, produrre e diffondere arte e cultura, simile al nostro sia sempre più diffuso, anche tra i gruppi più affermati, non ultimi i Radiohead.

Come mai in questi anni non avete mai deciso di farvi rappresentare da un marchio discografico?

Ci abbiamo pensato. Abbiamo cercato e ricevuto proposte. Tuttavia il nostro percorso artistico è talmente atipico da non averci dato la possibilità di legarci ad alcuna etichetta. Se inizialmente questo poteva rappresentare un apparente svantaggio, ad oggi si dimostra un nostro punto di forza e di indipendenza reale.

Quando avete iniziato la vostra carriera, avevate qualche modello che vi sarebbe piaciuto imitare sia in termini musicali che nei contenuti?

La nostra “carriera” inizia sul finire degli anni ’90, quindi i riferimenti e i contenuti sono cambiati moltissimo nel corso degli anni. Di fondo credo che i Rein siano un gruppo aperto alla contaminazione e alla sperimentazione, in questo senso fortemente ispirato dal percorso artistico di Manu Chao, probabilmente il musicista che più di tutti ha giocato con i generi, facendo del métissage, della mescolanza, una grandissima ricchezza. Per quanto riguarda i contenuti siamo ispirati dal principio fondamentale della condivisione dei saperi, nonchè, in particolare in quest’ultimo lavoro, dal pensiero decrescista.

Il vostro tour comincerà dopo l’uscita del disco: quali sono le tappe italiane e quali quelle europee?

Inizieremo con un tour che toccherà diverse città tedesche, con una doppia tappa a Berlino (28 e 30 Ottobre). Ci sposteremo poi in Italia, il 5 Novembre ci sarà un grande evento di presentazione del disco al Circolo degli Artisti di Roma. Le date italiane sono numerose, si trovano tutte sul nostro sito.

State già lavorando a qualche altro pezzo? Qualche anticipazione in merito?

Al momento no. Stiamo lavorando al tour, e siamo impegnati nelle prove del nuovo spettacolo. Qualche mese di pausa e poi ci rimetteremo al lavoro anche in questo senso.

Il video di “Sul Tetto” lo trovate su:

Giusy Chiello

8 thoughts on “Rifugiamoci “Sul Tetto” con i Rein

  1. ho visto il video e la canzone mi è piaciuta un sacco! son proprio bravi questi ragazzi

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