Foto di archivio di Firenze
Sanzioni da 1.000 a 10.000 euro recapitate ai residenti che avevano partecipato al presidio pacifico del 28 marzo in piazza Tanucci.
di Francesca Lippi
Firenze – Diversi residenti del quartiere di Rifredi hanno ricevuto in questi giorni sanzioni amministrative per la partecipazione alla manifestazione del 28 marzo contro l’apertura della sede provinciale di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci, in piazza Tanucci. Le multe, notificate dalla polizia, variano da 1.000 a 10.000 euro.
Secondo quanto riportato, ai cittadini viene contestata la presenza a una manifestazione non preavvisata, organizzata spontaneamente nel giorno dell’inaugurazione della sede. Il presidio, che aveva coinvolto centinaia di persone, si era svolto in modo pacifico, con un pranzo condiviso e attività di socialità.
Il comitato Tanucci Piazza Aperta definisce le sanzioni “preoccupanti” e annuncia ricorsi e iniziative di solidarietà. Alcuni residenti hanno già incaricato un legale. Tra le contestazioni figura anche l’uso del megafono per invitare i presenti a restare in piazza.
Sul piano politico, arrivano reazioni diverse. Esponenti del centrosinistra in Consiglio comunale parlano di “criminalizzazione del dissenso”, mentre Futuro Nazionale sostiene che le sanzioni siano “la conseguenza del mancato rispetto delle norme”.
Il comitato annuncia nuove iniziative pubbliche in vista del 25 aprile.
Questa la cronaca, nuda e cruda, di quanto accaduto a Rifredi, in un’Italia che ormai ha perso l”orientamento democratico e va sempre più in fretta verso una deriva di regime, un regime sempre più autoritario, sempre più lesivo dei diritti che fino ad oggi consideravamo scontati: quelli del dissenso, della critica, della libertà di espressione.
I fatti accaduti a Rifredi ci mostrano quanto subdolo sia il metodo adottato da questo Governo per frenare il pensiero indipendente, il dissenso più puro e semplice.
Infatti la prima cosa che viene subito in mente, nel conoscere i fatti di cronaca accaduti a Rifredi, è la seguente: se non bastano l’intimidazione, le percosse, il fermo preventivo per tenere a bada questo popolo che vuole esprimere il proprio dissenso di fronte a scelte scellerate, allora interveniamo con le sanzioni, vediamo se davanti a multe salate, se li colpiamo nel portafoglio già magro di suo, queste”pecore smettono di belare” e finalmente tacciono.
Io, noi, quelli che non ce la fanno a smettere di belare e siamo tanti, fortunatamente tanti, ad essere rimasti umani e a non sentirci poveri agnelli sacrificali, questo modus operandi lo chiamo, lo chiamiamo: FASCISTA!
Senza se e senza ma.
Non dimentichiamo, intanto, sempre per rimanere in tema, che il presidente Mattarella è dovuto intervenire per bloccare la norma del nuovo Decreto Sicurezza, in conversione scadenza 25 aprile 2026, che all’art. 30‑bis –prevedeva un premio di 615 € agli avvocati per i rimpatri volontari.
La norma è stata ritenuta anticostituzionale.
In genere gli avvocati difendono, non prendono soldi per spedirti di nuovo al tuo paese dal quale sei scappato, magari perché c’era una guerra, una carestia e tanta fame.
Una follia! E meno male che il presidente è intervenuto, compiendo al meglio il suo lavoro di garante della Costituzione.




