Nel 2024 circa 25'000 lavoratori e lavoratrici francesi sono rimasti disoccupati dopo aver lavorato in Svizzera. Keystone / Christian Beutler
La riforma attualmente in discussione in seno all’UE sulla revisione della competenza per l’erogazione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori e le lavoratrici frontalieri potrebbe costare caro alla Svizzera.
La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) stima che i costi aggiuntivi per la Svizzera potrebbero essere compresi tra i 600 e i 900 milioni di franchi all’anno. Attualmente, in caso di disoccupazione di questa categoria di lavoratori, il responsabile del pagamento delle indennità è lo Stato di residenza, mentre il Paese in cui sono impiegati riversa solo una parte dei contributi per l’assicurazione disoccupazione. La riforma al vaglio di Bruxelles prevede d’invertire il paradigma: le indennità verrebbero corrisposte dal Paese in cui queste persone lavoravano.
Attualmente il sistema è vantaggioso per la Svizzera, che, pur rimborsando i Paesi vicini, trattiene circa 300 milioni di franchi di contributi assicurativi versati dalla manodopera frontaliera. Con la riforma, questo saldo positivo potrebbe trasformarsi in un disavanzo annuo tra 300 e 600 milioni di franchi.
Poiché il regolamento fa parte dell’attuale Accordo sulla libera circolazione delle persone, la revisione riguarda indirettamente anche la Svizzera. Soltanto quando la riforma verrà definitivamente approvata dall’UE la Svizzera ne valuterà concretamente le conseguenze, spiega la SECO.
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- I dati pubblicati dalla SECO
- L’articolo della Neue Zürcher Zeitung (NZZ)
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