Non è il caso di essere religiosi, ma basterebbe un minimo di coscienza in più

di Ernesto Bodini (giornalista e divulgatore di tematiche sociali)
Tra i doveri del “buon cristiano” c’è chi dice che al mattino (come anche alla sera) è doveroso recitare qualche preghiera, ringraziando il buon Dio di aver trascorso una notte tranquilla e con l’auspicio di intraprendere una serena e proficua nuova giornata. Ma al di là di questa devozione, io credo che ogni mattina quando ci apprestiamo a far colazione dovremmo avere qualche pensiero in più, ad esempio riflettendo sul fatto che oggi sicuramente molte persone non avranno un pasto caldo (la colazione e la merenda non sono nemmeno un optional), molte persone continueranno ad essere ostaggio dei loro simili per conflitti bellici e quasi sicuramente moriranno in giornata; altre ancora soffriranno perché imprigionate pur essendo innocenti. A tutte queste si aggiungano quelle che sono sofferenti in un letto di ospedale (o al proprio domicilio), altre dovranno affrontare ostacoli per avere o mantenere un posto di lavoro, mentre altre ancora non riusciranno (o rinunceranno) a farsi curare per le gravi e persistenti carenze del nostro SSN; per non parlare poi di tutte quelle persone (e sono molte) che chi prima e chi dopo, si troveranno ad affrontare gli ostacoli della burocrazia. A questo punto mi chiedo: i benestanti e i politici in particolare, faranno almeno una di queste riflessioni ad inizio e a fine giornata? Certo, non è possibile saperlo non essendo all’interno della loro mente e ancor meno del loro animo, ma da come vanno le cose non mi pare che costoro siano particolarmente dediti nel considerare le asprezze della vita, anche se a vario titolo possono essere impegnati su più fronti nei drammi sociali. Chi potrebbe “fare la differenza” forse sono il Clero e il Volontariato (in particolare quello “più profetico) che in base ai rispettivi ruoli, si presume dedichino parte del loro tempo verso il prossimo più indigente e sofferente. Queste due ultime “Entità” non sono certo un esercito sia nel mondo che in Italia e, anche volendo ipotizzare molteplici programmi di altruismo, il fabbisogno da colmare sarebbe enorme e pertanto insoddisfacente. Ecco un scorcio dell’umanità moderna, che tanto pensa ad incrementare il progresso tecnologico favorendo i consumatori sempre più esigenti, spesso con inevitabili conseguenze causate, ad esempio, dalla telefonia mobile, i vari social, internet, e ora anche la cosiddetta intelligenza artificiale, che pare rappresentare qualche problema interpretativo e applicativo… Ma poi si aggiungano i problemi relativi ai danni causati (direttamente o indirettamente) dalla Natura come alluvioni e terremoti, mettendo in ginocchio molte popolazioni; il tutto aggravato dalle conseguenze prodotte dai molti crimini di ogni ordine e gravità contro la persona e il patrimonio, rendendo l’esistenza umana sempre più difficile e in molti casi anche insopportabile…, tanto che talune persone preferiscono lasciare questo mondo volontariamente e prematuramente. A fronte di questi fatti quotidiani non c’è volontà sufficiente per porvi rimedio, o quanto meno per ridimensionarli, tant’é che la maggior parte di noi sconsolatamente è solita affermare: «Non c’è nulla fare, purtroppo, questo è il nostro destino!». Tuttavia, non ci mancano alcune “risorse” cui attingere” come ad esempio la “scoperta” o la ri-lettura di molti illustri personaggi del passato quali filosofi, storici, scienziati, filantropi e missionari, che con le loro opere hanno dato un contributo per migliorare i rapporti e le condizioni umane. Attingere da essi la conoscenza delle loro esperienze e la loro saggezza potrebbe essere una sorta di guida al “riequilibrio” comportamentale ed esistenziale dell’umanità, anche se purtroppo questi illustri personaggi sono spesso dimenticati, o non sono conosciuti. Ma nemmeno chi di loro è diventato Santo ha fatto e fa breccia nel cuore della maggior parte dell’umanità, specie di quelli che sono dediti ad arricchirsi ora dopo ora e di quelli che mirano a mantenere potere e dominio sui propri simili. Un’ultima considerazione: se a breve la scienza tecnologica ci “imporrà” di rapportarci con i cosiddetti “robot-umanoidi”, e il trasferimento della popolazione su un altro pianeta, non mi resta che dedurre il forse “inutile” sforzo del Disegno Divino. «L’essere umano – affermava il filosofo e filantropo Albert Schweitzer (1875-1965) – ha un’unica possibilità di dare senso alla sua esistenza, e cioè innalzare il suo rapporto naturale con il mondo a un livello spirituale».