A novant’anni dalla nascita ricordo del prof. Pier Federico Angelino

L’illustre clinico pioniere della cardiologia di Torino

 

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

La Cardiologia dell’ospedale Molinette  di Torino (oggi Città della Salute e della Scienza) venne fondata nel 1975 dal prof. Pier Federico Angelino, separandola dalla Medicina Interna e trasformandola in una Specialità autonoma, per rispondere così alle più moderne esigenze terapeutiche. Inizialmente la Divisione era composta da una corsia di 42 letti, un reparto di terapia intensiva di 6 letti, un ambulatorio di elettrocardiografia e poligrafia. Pier Federico Angelino nasce a Caramagna Monferrato (Cn) l’11 marzo 1923. Si laurea In Medicina e Chirurgia con pieni voti alla Facoltà di Torino nel 1948, e fino al 1960 lavora all’Istituto di Clinica medica dell’università subalpina con intensa attività scientifica. Insieme al prof. Angelo Actis Dato (23/6/1923 – 9/3/2012) inizia ad occuparsi di cardiopatie cianogene. Primi in Italia, i due clinici eseguono cateterismi cardiaci su bambini affetti da Tetralogia di Fallot (un difetto cardiaco congenito meglio conosciuto come “Morbo blu”), accompagnati successivamente a Parigi per l’intervento correttivo. Nell’ottobre 1950, in occasione del 1° congresso mondiale della storia della Cardiologia, i due giovani assistenti danno inizio ai lavori con tre relazioni sul cateterismo del cuore destro, delle vene epatiche e delle vene renali. Inizia così la collaborazione con il prof. Achille Mario Dogliotti (25/9/1897 – 2/6/1966) che, venuto a conoscenza dei loro studi sulle cardiopatie congenite, chiama i due medici come suoi assistenti. Il prof. Angelino compie viaggi di studio all’estero (Stati Uniti e in Svezia al Karolinska Institut) seguiti, nel dicembre 1951, dall’inaugurazione ufficiale presso l’ospedale Molinette del Centro Cardiochirurgico “A. Blalock”, alla presenza del chirurgo pioniere della Cardiochirurgia negli Stati Uniti. In questo periodo diventa un Centro di riferimento nazionale ed europeo per la Cardiologia e la Cardiochirurgia; ed è proprio in questi che vengono istituite, in ambito universitario, le prime Scuole di Cardiologia e la prima di Angio-Cardiochirurgia in Italia.

Nel 1960, a 37 anni, come più giovane primario d’Italia, il prof. Angelino viene invitato a dirigere la Divisione di Medicina Generale dell’ospedale Santa Croce di Cuneo. In questi anni, grazie all’esperienza acquisita durante i viaggi di studio all’estero crea, fra le prime in Italia, l’Unità Coronarica e l’annesso reparto di Cardiologia. Mantiene intensi rapporti con l’Università di Torino ricoprendo, tra l’altro, un incarico prettamente di insegnamento di Cardiologia nella Scuola di Specialità di Anestesiologia e Rianimazione diretta dal prof. Enrico Ciocatto (1918-1988). Continua, nel frattempo, la sua intensa attività scientifica con pubblicazioni oltre che in Cardiologia anche in Medicina Interna, nelle allora nascenti Discipline della Medicina Nucleare e dell’Informatica applicata alla Medicina. Nel 1974 rientra a Torino come primario della Divisione ospedaliera di Cardiologia all’ospedale Molinette, dove avvia l’attività dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (U.T.I.C.) di questo reparto. Presso la Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia dell’università subalpina ricopre un ruolo di titolare dell’insegnamento di Cardiologia. Prosegue la sua attività scientifica con importanti pubblicazioni sulle principali riviste europee e americane riguardanti la clinica cardiologica, la farmacologia, la diagnostica invasiva e non invasiva, la riabilitazione in cardiologia. Dal 1981 al 1983 ricopre l’incarico di presidente della Società Italiana di Cardiologia (S.I.C.). Nel marzo 1985, due mesi dopo la sua morte, viene inaugurato all’ospedale Molinette il Servizio di Emodinamica, fortemente voluto a realizzato grazie al lavoro del prof. Angelino.

È stato autore complessivamente di più di 330 lavori scientifici pubblicati sulle più prestigiose riviste nazionali e internazionali. Ma al di là dei suoi indubbi meriti professionali, che lo collocano in un ruolo ben preciso nella storia della nascente Cardiologia italiana e internazionale, il prof. Angelino resta una figura di spicco non solo sul piano professionale ma anche su quello umano. Piemontese di nascita, è sempre stato orgoglioso delle sue radici: del piemontese e del cuneese in particolare, che aveva conosciuto bene nel corso della sua lunga esperienza professionale. Ne apprezzava la dedizione, il culto del lavoro e la sincera amicizia di cui erano e sono capaci. Non mancava, tuttavia, di sottolineare la scarsa propensione del piemontese a saper valorizzare i propri indubbi meriti acquisiti nella Medicina come in altri ambiti. Il prof. Angelino viene tuttora ricordato con stima, ammirazione ed affetto da tutti i suoi collaboratori e dai pazienti verso i quali ha sempre dimostrato una totale dedizione professionale, ed un profondo rapporto umano. Parte dei suoi numerosi progetti professionali non hanno potuto trovare una realizzazione a causa della sua prematura scomparsa avvenuta a 62 anni, il 23 gennaio 1985. Fra questi, forse il più ambìto resta la realizzazione di un “Ospedale del Cuore” che potesse venire incontro ai bisogni delle generosa gente del Piemonte nella scia della grande tradizione medica torinese.

La sua opera in ambito professionale e umano prosegue ed è ancora viva attraverso il ricordo e il lavoro dei suoi numerosi allievi, e di tutti coloro che ebbero la fortuna di apprezzare le sue singolari qualità umane. Opera che continua, mi permetto di aggiungere, anche attraverso l’attività del figlio Paolo (nella foto), cardiologo all’ospedale degli Infermi di Rivoli (Torino) dove nel 1996 ha fondato, con la dott.ssa M. Rosa Conte, il reparto di Cardiologia applicando un sistema a rete diffusa (inventato da padre), per una realtà urbana come la città di Torino, fra le prime in Italia, e applicato poi per un territorio ampio e disperso come quello dell’Azienda ospedaliera dell’Asl TO/3.

1 thought on “A novant’anni dalla nascita ricordo del prof. Pier Federico Angelino

  1. Grazie per il bell’articolo su mio zio, che mi ha permesso di apprendere notizie che ancora non conoscevo sul suo conto. Mi sono addirittura commosso, anche se quell’uomo era “solo” mio zio !

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