Ultime

RICORDI DI UNA AVVINCENTE MOSTRA PITTORICA DEDICATA A LEOPARDI

I paesaggi poetico-espressivi del pittore langarolo Pierflavio Gallina, il cui tratto ben delinea una evoluzione che pare non avere fine…

Pin It

di Ernesto Bodini (giornalista e critico d’arte)

 

 


Rievocare e “onorare” la memoria dei poeti solitamente è quanto fanno biografi e letterati, ma anche i pittori non sono a meno. Uno dei sommi delle Odi, e che gran parte di noi ha studiato è sicuramente Giacomo Leopardi (1798-1837), un raffinato della poetica del “vago dell’infinito”, così come del suo ego-lirico che ben ricordano ogni aspetto della Natura e sua terra natia, come campi, colline dove si respira l’inizio sconvolgente dell’alba che apre sul mondo il generoso spazio e il tempo a tutto ciò che è favole e mito, unitamente a figure umane che l’ormai 70enne pittore albese (di chiara fama nazionale e internazionale) Pierflavio Gallina (classe 1948), fa riemergere nelle sue opere, parte delle quali in mostre espositive itineranti del passato (e del presente) rientravano in una raccolta dedicata al poeta di Recanati. Ricordo, ai miei albori di critico d’arte, di aver visitato una sua mostra a Torino negli spazi espositivi della allora Libreria Campus, che aveva intitolato “Leopardi: frammenti di un paesaggio” e che qui intendo rammentare, tanto è stato il successo e il mio massimo apprezzamento. L’artista espose una raccolta significativa di oli e incisioni realizzate per la ricorrenza del 150° anniversario della morte di Giacomo Leopardi. I temi proposti rievocavano le composizioni più emblematiche e note come “L’infinito”, “La ginestra o il fiore del deserto”, “Il tramonto della luna”, ”Frammenti di un paesaggio”, e tante altre ancora. Le figure e i luoghi presenti nei suoi quadri erano (e sono) motivo di una maturata e oggi più che ormai consolidata interpretazione non solo poetica ma anche filosofica che anela una sorta di “romantica liricità”, la cui tendenza richiama per alcuni aspetti un lieve cenno surreal-metafisico poiché Leopardi vedeva il tramonto oltre un certo confine… come l’opera “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, un prova d’autore che l’artista mi donò e che conservo gelosamente.

 

 

Osservando quelle opere mi aveva colpito l’intensità cromatica, la luminosità e l’armonioso tratto poetico-espressivo tali da riproporre gli interrogativi posti dall’anima e dalla riflessione sulla grandezza e sui limiti della condizione umana. La sua personale è stata certamente un eloquente contributo che ha trovato rispondenza nella poesia e nella filosofia di Leopardi; ossia, un modo di percepire la fine dell’illusione umanistica sotto le battute reiterate della scienza e dell’analisi che, in quel contesto, poteva sembrare difficile stabilire se nel poeta prevalesse il rimpianto o l’aspettativa, la nostalgia o la fierezza. Concludevo la mia critica affermando che la mostra non lasciava dubbi circa l’acquisizione artistica del pittore e che, oltre ad essere intensamente espressiva, mirava a valorizzare l’accostamento della pittura alla poesia ben inserendosi, a mio avviso, nello spirito leopardiano. Oggi, l’artista Gallina può considerarsi a pieno titolo un veterano tra i pittori espressivi dalla coinvolgente vena tanto artistica quanto poetica, come si può anche dedurre dalla sua numerosa produzione. Pierflavio Gallina vive e lavora nel suo atelier di La Morra – Cn (ora anche Bed & Breakfast), alternando l’attività artistica alle passioni langarole per il buon vino, le nocciole e i tartufi.

Pin It

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*