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Realizzarsi andando a lavorare all’estero: ecco qualche suggerimento

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Lavorare all’estero è il sogno di moltissime persone, tuttavia non è propriamente semplice lasciare i propri affetti e partire verso una destinazione sconosciuta. Inoltre un lavoro non si trova in fretta. Questo vige sia in Italia che all’estero. Avere delle buone competenze non basta, bisogna saper conoscere la lingua, altrimenti non si potrà fare il salto di qualità. Senza la lingua estera, gli studi contano ben poco.

Il 39% dei giovani afferma di cercare lavoro in quei luoghi in cui le probabilità di lavorare sono alte. Infatti Repubblica Ceca, Olanda e Malta hanno un tasso di disoccupazione giovanile intorno all’11%. Ma è importante sottolineare che, mentre in Olanda lo stipendio minimo supera i 1.500,00€, a Malta le cose non stanno proprio così, poiché lo stipendio ammonta sui 720,00€ e in Repubblica Ceca si attesta intorno ai 330,00€.

Quindi prima di prendere una decisione, è molto importante tenere conto sia del costo della vita che dello stipendio. Altre destinazioni importanti sono Austria e Danimarca, perché i tassi di disoccupazione giovanile sono molto bassi. La Danimarca ad esempio, vanta stipendi alti, forse tra i più alti in Europa. Per chi è intenzionato dunque, ad andare all’estero per poter lavorare, ecco qualche piccolo suggerimento da tenere bene in mente:

– per prima cosa la lingua è fondamentale. E’ noto a tutti che l’inglese è la lingua maggiormente richiesta all’estero, soprattutto chi sceglie mete anglofone, ma non solo.
– prima di trasferirsi è opportuno conoscere il mercato di lavoro del Paese in cui si pensa di andare.

Ma per chi possiede delle buone abilità linguistiche come scrivere un buon curriculum per l’estero?

In Italia così come per altri Paesi europei, il modello apprezzato dalle aziende per redigere il proprio Curriculum vitae è quello europeo (Europass per intenderci). Ma tale modello ahimé, non è sempre apprezzato, soprattutto nei paesi anglosassoni, poiché si presenta troppo lungo, troppo discorsivo e non mette in risalto le qualità e le competenze del candidato.

Redigere un buon CV in inglese

Quindi a tal proposito per chi ha intenzione di redigere un buon curriculum deve sapere che la lunghezza non deve superare le due pagine. In aggiunta è stato appurato che l’attenzione di colui o di colei che legge il curriculum si concentra nella parte iniziale, quindi bisogna fare in modo che nella parte introduttiva vengano concentrate tutte le proprie qualità. In che modo è possibile fare questo? Subito dopo i dati personali, un’ottima idea sarebbe quella di inserire 4 o 5 righe al massimo dove ci si presenta a livello professionale, elencando oltretutto i propri punti di forza.

In conclusione, per chi non conosce bene la lingua inglese, esiste la possibilità di fare dapprima dei              viaggi studio estero  in maniera tale da affinare le proprie abilità linguistiche ed entrare successivamente nel mondo del lavoro.

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