
L’idea di tassare maggiormente la popolazione ultraricca gode di molto sostegno tanto in Svizzera quanto nel resto d’Europa. Tuttavia, quando si tratta di introdurre misure concrete, come quella della Gioventù socialista bocciata oggi dal popolo elvetico, generalmente si finisce con un nulla di fatto. Perché? Swissinfo ha pubblicato oggi un’analisi sul tema. Ricerche in Germania hanno rilevato che “chi si oppone alla tassazione [delle persone super-ricche] resta fermo sulle sue posizioni durante i dibattiti, mentre chi inizialmente è favorevole alla proposta diventa meno convinto di fronte agli argomenti della controparte”, afferma il politologo dell’Università di San Gallo Patrick Emmenegger. In Svizzera, questo calo di entusiasmo è un modello classico nelle campagne di voto sulle iniziative popolari, e non solo sulle questioni fiscali.
Nella Confederazione pesa anche il federalismo: i 26 cantoni conservano ampia sovranità in ambito fiscale e sono sensibili alle proposte di nuove imposte a livello nazionale – soprattutto se si tratta di tasse che già applicano, come quelle su eredità o patrimoni. Infine, ci sono i classici argomenti dell’effetto a cascata o l’invito a non combattere il problema sbagliato. Come ha scritto il filosofo Oliveir Massin: “Meglio l’ineguaglianza nell’opulenza che l’uguaglianza nella miseria”.
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