“Editorial on Gaza – Rahaf Abu Jazar’s story”

Servizio di Francesca Lippi
Durante questa tregua di facciata nella Striscia di Gaza, una neonata, una creatura totalmente innocente come gli altri 20mila bambini trucidati dallo stato sionista, è stata uccisa. Israele, e tutti quei governi complici che niente hanno fatto finora per evitare il genocidio in atto in Palestina, hanno anche lei sulla coscienza. E non diamo la responsabilità di tutto questo agli eventi atmosferici, al vento e alla pioggia, in una situazione normale una bambina di 8 mesi sarebbe stata accanto ai suoi genitori, protetta dalle intemperie e dagli orrori della vita che non ha avuto modo di affrontare, perché quando ci ha provato è morta.
La verità è che chi ha ridotto in macerie Gaza, radendola al suolo a più non posso, l’ha ammazzata. Senza se e senza ma. Israele, insieme ad una compagine di politici occidentali che non hanno mosso un dito per salvarla. Proviamo a pensare allo strazio di quei genitori, che se la sono trovata accanto sferzata dal vento, bagnata fradicia e senza vita.
SE ALMENO FOSSERO ENTRATE LE NUOVE TENDE O DELLE CASETTE PREFABBRICATE , ma no l’occupazione non ha voluto, non finiremo mai di dirlo, dei 600 camion di aiuti che dovrebbero entrare a Gaza ogni giorno, a malapena ne passano 100-150. Perché i palestinesi devono morire tutti e in questo Israele ha pensato bene che gli agenti atmosferici avrrebbero aiutato molto per lo sterminio totale. Infatti, metti un popolo in poco spazio, senza infrastrutture (fognature, eletricità, ospedali ecc.) quindi nella sporcizia più totale, esponilo alle intemperie, come la tempesta Byron che sta affliggendo la Striscia, e che causano malattie, affamalo e il gioco è fatto.
Penso alla coppia di giovani che cerco di aiutare, lei ha 19 anni appena ed aspetta un bambino: come faranno? Le briciole che mandiamo loro sono irrilevanti per le necessità che li assale ogni giorno. Penso che questo sia DISUMANO e lo scrivo in lettere grandi affinché si veda bene e lo si capisca senza incertezze.
PERCHE’ GRANDE E’ IL DOLORE DI QUEL POPOLO e INFINITAMENTE GRANDE è LA RESPONSABILIITA’ DEI GOVERNI che giustificano Israele e le sue nefandezze con “il diritto a difendersi”. Da chi? Dai neonati? O dalle neonate come RAHAF?
Ad oggi non è stata emessa nessuna sanzione dall’Europa nei confronti di Israele, tanto meno dall’Italia che, anzi, in Israele manda le armi, anche se poi accoglie, per ripulirsi la coscienza, qualche palestinese fuggito attraverso i corridoi umanitari. In un sistema distopico, violento e disumano IO NON CI STO. Non ho alcuna intenzione di voltarmi dall’altra parte. Di dire che non mi riguarda, sono cose lontane, il Medio Oriente è distante.
NO. GAZA MI RIGUARDA. CI RIGUARDA. GAZA SIAMO NOI.
During this so-called truce in Gaza, a newborn baby—an innocent life among the 20,000 children already killed—was taken. Israel, together with complicit governments that have failed to stop the ongoing genocide in Palestine, bears responsibility. It was not the rain or the wind that claimed her life. In any normal situation, an eight-month-old would have been sheltered by her parents. But Gaza is not normal. Gaza has been reduced to rubble, and that destruction killed her.
Imagine the anguish of her parents, finding their child lifeless, soaked and battered by the storm. If only new tents or prefabricated shelters had been allowed in. Yet of the 600 aid trucks that should enter Gaza daily, barely 100–150 are permitted. The occupation has ensured that deprivation, exposure, and hunger become tools of extermination.
I think of the young couple I try to support: she is only 19 and expecting a baby. How can they survive? The little we send is nothing compared to their daily needs. This is INHUMAN, and I write it in capital letters so it cannot be ignored.
The pain of this people is immense, and the responsibility of governments that justify Israel’s actions under the guise of “self-defense” is even greater. Self-defense from whom? From newborns? From baby girls like Rafah?
Europe has imposed no sanctions. Italy, instead of holding Israel accountable, sends weapons while offering token humanitarian gestures to cleanse its conscience. In this dystopian, violent, inhuman system, I refuse to remain silent. I will not turn away. I will not say it does not concern me.
NO. GAZA CONCERNS ME. IT CONCERNS US. GAZA IS US.

Scansionando il QRCode potrete rendervi conto della disperazione della madre della piccola Rahaf. La donna ha detto ” Le ho dato da mangiare prima di andare a dormire. Quando ci siamo svegliati l’abbiamo trovata travolta dall’acqua.”La famiglia era alloggiata nella zona di Mawasi a Khan Younis, Gaza. (Fonte: Insideover)