Racconti di Vita Vissuta nelle Poesie di PIETRO PESARE

A sin. Ernesto Bodini, il presidente Tinelli e il poeta Pesare

Presentazione della sua seconda edizione in una splendida cornice del panorama novarese. Il contributo delle volontarie di Telefono Azzurro

di Ernesto Bodini (giornalista e critico d’arte)

Cosa c’è di meglio, in un clima estivo e nel mezzo di un bel verde e all’orrizzonte di una visuale panoramica illuminata da un sole brillante di piena estate? Ma soprattutto per ospitare una invitante attività socio-culturale? È quanto si è potuto godere sabtao 17 luglio  nel parco della Villa Caccia di Romagnano Sesia (No), sede del Museo Storico Etnografico (presidente Franco Tinelli), dove si è tenuta la presentazione del libro di poesie “È proprio vero anche le rondini volano… così come i pensieri tornano e i ricordi affiorano”, di Pietro Pesare, figura storica novarese del volontariato con oltre otto lustri di attività in ambito regionale e nazionale. La verve dell’autore, oggi, 75ene, non si è fermata alla solidarietà per la cultura della donazione degli organi a scopo di trapianto terapeutico, ma ha voluto proseguire con attvità culturali e, la composzione di poesie, è una di queste. Nel presentare l’ultima sua pubblicazione ho messo in evidenza il tema della continuità poetico-sentimentale divulgativa, i cui versi sono la sintesi (esaustiva) di racconti di vita vissuta… dai quali emerge il sentimento della solidarietà, filo conduttore di doti come la cristianità, il coraggio, la determinazione e lo spirito di sacrificio, il tutto racchiuso nel suo universale contesto. Tra questi versi, talora intterogativi, tal’altra propositivi, attira l’attenzione “Dio dove sei”, un domandare che apparentemente è senza risposte perché non vedi nessuno, ma se ti guardi dentro… forse lo trovi. Nell poesia “Coraggio” l’autore si mostra propositivo nonostante (o forse per questo) la cruda realtà della vita; un invito a sfidare le avversità, e a non arrendersi perché il sole ha il “dovere” di sorgere sempre, invitando al sorriso per una nuova e costruttiva giornata. Egli, è evidente, che vive di ricordi talvolta offuscati dalla tristezza e qualche delusione come si deduce dalla poesia “Tristezza di un ricordo”, ma mai alienati dall’ottimismo come si legge dai brevi versi “La vita”; un richiamo che dispensa gioie e dolori allo stesso tempo, e di questi il ricordo resta… sempre! Ma un occhio di riguardo il poeta tarantino lo dedica alla sua città natale, un po’ con nostalgia cercando di ricordare ciò che non c’è più. Infine, è il caso di sottolinearlo, anche se talvolta dai modi un po’ spicci e non privi di apprensione, Pesare fondamentalmente è un sentimentale, innamorato dell’Amore, come esprime la poesia “L’amore” che, ad un tratto, recita: «Frammenti della tua anima volano verso l’amre che con grande  animo t’accarezza, ti grida vieni amore, vedrai che la solitudine non ci toccherà..!». E da tali versi come non immaginare che al centro di questo amore ci sia la sua famiglia (la moglie Anna, i figli Antonio e Anastasia, i loro coniugi e il nipotino Nicolò) che lo ha sempre sorretto e coadiuvato in quel lungo percorso del suo volontariato, speso per il prossimo sofferente, e quindi per la cultura; ma anche per gli amici che lo hanno saputo apprezzare e valorizzare. Sia nei versi della prima pubblicazione del 2000 che in quelli dell’attuale, scaturisce un animo nobile, un animo che forse si “confonde” tra i tanti, ma che sicuramente ci ha lasciato una piccola-grande eredità: il saper essere e il saper fare e, in tutte queste odi, a pieno titolo è racchiusa una delle massime dello scrittore, filosofo e poeta statunitense Henry David Thoreau (1817-1862), ovvero: «La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai».

Anna Maria e Raffaella volontarie di Telefono Azzurro- Progetto Carceri

Poiché il ricavato della vendita del libro di poesie sarà interamente devoluto alle famiglie ed ai figli dei detenuti della Casa Circondariale di Novara, all’incontro sono intervenute le operatrici di Telefono Azzuro – Progetto Carceri, Anna Maria e Raffaella, due giovani volontarie novaresi che hanno illustrato il  loro ruolo, ma in particolare le finalità del Progetto nazionale che, di fatto, viene attuato negli Istituti Penitenziari di diverse città italiane. «È un progetto – hanno spiegato – rivolto alla tutela di quei bambini di cui uno o entrambi i genitori sono detenuti. Il minore che entra in carcere si trova in una “situazione complessa” e delicata a volte non esplicitamente comprensibile; tuttavia, gradualmente viene accompagnato e facilitato “nell’incontro-approccio” con il proprio genitore, e ciò in appositi spazi solitamente favoriti da illustrazioni e/o decorazioni a lui più congeniali… e quindi meno traumatico. Ciò facilita l’attenuazione dell’impatto con la dura realtà carceraria prima, durante e dopo il colloquio con il genitore». Tale progetto, che rientra in un protocollo di intesa con il Ministero della Giustizia, è stato rinnovato nel 2019, rappresenta non solo un bisogno/diritto fondamentale per un’armoniosa crescita del minore, ma è anche considerato un percorso in linea con gli obiettivi risocializzanti della pena (mai più determinanti come in questo periodo!), e ciò per quanto riguarda il genitore-detenuto stesso, anche in merito all’art. 27 della Costituzione. La testimonianza  delle due volontarie ha contribuito non solo a far conoscere una realtà di particolare valore umanitario, ma anche per “sollecitare” la necessità di contribuire ad incrementare l’azione del volontariato, specie in un contesto in cui i destinatari minori possano avere quel conforto in qualche modo facilitato ed utile per abbracciare il proprio genitore con il minor trauma possibile.

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