Quando un cane muore se ne va un pezzo di te

Quando un cane muore se ne va un pezzo di te

 

 

 

bibo

Non credevo fosse possibile soffrire in questo modo. Non lo avevo mai provato. Un dolore lancinante, come mancasse una persona cara, un familiare. Come venisse a mancare un pezzo di te. Non l’avevo mai provato, perché non avevo mai avuto un cane. Dopo 7 anni con Bibo, il mio meraviglioso meticcio, mezzo spinone e mezzo “non so” adesso capisco. Capisco chi mi diceva: “si soffre un casino” quando ti lasciano.

So perfettamente che, rispetto a tutto quello che succede intorno a noi, ogni giorno:  le guerre con le sue atrocità, la fame, le malattie, il mare che falcia la vita di centinaia di donne, uomini e  bambini,  la morte di un cane possa apparire un fatto irrilevante e chi prova  dolore per questo una persona anacronistica e assurda.

Permettetemi di dissentire. Chi ha amato un cane e ne è stato amato capisce quello che voglio dire. Si vive un lutto. All’inizio non si accetta. Si cerca in casa il proprio amico. Si guarda la sua cuccia vuota. La sua ciotola. L’angolo dove “russicchiava”  tranquillo, aprendo un occhio, ogni tanto, per vedere se c’eri. Ricordi i suoi passettini leggeri, il suo odore, il suo muso e quel naso umido che ti si strofinava addosso quando rientravi. E il suo abbaiare di protesta per averlo lasciato a casa oppure perché ritardavi nel preparare la pappa. I peli dappertutto. Le camminate. Il primo incontro. L’amicizia cresciuta negli anni. E l’amore. Incondizionato e sbocciato al primo sguardo.

Si piange, sì, eccome. Perché non si è pronti, mai pronti, a lasciar andare un amico, perché non si riesce ad accettare che il suo viaggio su questa terra sia terminato. E’ successo anche al mio Bibo, forse avrei dovuto fare di più, era cardiopatico, forse le cure non sono bastate. Non lo so. Se n’è andato in una giornata di sole, ma io non c’ero. Quando sono rientrata lo avevano già seppellito. Meraviglioso cane! In tutti questi anni mi ha dato un amore immenso. E oggi sono qui a scrivere per condividere con voi questa sofferenza che non vuole passare. Bibo,  prima di incontrarmi, aveva rischiato di finire in canile, dopo vari maltrattamenti con i proprietari precedenti,  ma  grazie ad una volontaria, Giuditta, che lo aveva preso in carico, era venuto a vivere con me. Lo aveva ghermito un tumore della pelle, un mastocitoma estirpato grazie ad un’operazione, riuscita perfettamente ed eseguita da Fabio, il nostro veterinario di fiducia, ed era vissuto serenamente tutti questi anni. Ora è sotterrato in un bosco, perché lui amava i boschi e vi ha sempre scorrazzato felice.

Ciao, Bibo, amico mio , grazie per tutto l’amore che mi hai dato in questi anni.

Francesca Lippi

 

 

 

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