
In un tempo in cui la fiducia nelle istituzioni sembra vacillare sempre più, ricevere una risposta ufficiale dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica non è solo un fatto raro: è un segnale. E’ quello che, invece, è accaduto a Giuseppe Pasqualetto, cittadino attento e tenace.
Giuseppe ha scritto al Capo dello Stato per segnalare una situazione che meritava ascolto. La sua lettera è stata presa in carico e trasmessa alla Direzione Generale dell’INPS. Un gesto che, al di là del contenuto specifico, dimostra che la parola civile può ancora aprire varchi istituzionali. Ed essere ascoltata.
In un’epoca di comunicazione rapida e spesso superficiale, la scrittura consapevole — quella che nasce dal vissuto, dalla competenza, dalla volontà di incidere — conserva una forza che non si è spenta. Questa vicenda lo dimostra: non servono urla, né clamori. Serve precisione, rispetto, e la capacità di raccontare con verità ciò che non funziona.
Come redazione, siamo orgogliosi di aver accompagnato il percorso di Giuseppe. Perché crediamo che il giornalismo, quando si fa ponte tra cittadini e istituzioni, ritrovi la sua vocazione più alta: essere voce per chi non ce l’ha, essere spazio e, infine, essere indispensabile strumento di giustizia.




