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Quando il rimedio è peggiore del male

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Ci hanno scritto:

 

 

Il nostro è un Paese veramente strano…… Un Paese dove regnano sovrani il malaffare, le mafie, le P2, le P3 e anche le P4 e dove la politica si divide irrimediabilmente fra “trame occulte” e finanza creativa, quale diventa il primo obbiettivo da abbattere e cancellare? L’Ente Pubblico Croce Rossa Italiana!!

In questo strampalato Paese è successo anche questo; il Governo, in un sussulto di vita, ha manifestato tutta la sua debolezza approvando, alla chetichella, un provvedimento che di fatto cancella una fetta considerevole del patrimonio Pubblico di questa Nazione.

Non ci nascondiamo dietro un dito; abbiamo subito una sconfitta. Una sconfitta che è figlia di personaggi poco affidabili, in debito con la politica e avidi di potere che hanno giocato sporco sin dall’inizio, a cui le regole del gioco (quelle basate sulla lealtà e il rispetto del prossimo) non sono mai piaciute. Le modalità con cui tutto ciò è avvenuto, ripropongono, in maniera drammatica, quelle “storture” del nostro sistema Paese che hanno portato l’Italia sull’orlo del collasso. In un Consiglio dei Ministri imprevisto, messo in piedi alla buona, sotto la Presidenza non del Capo del Governo uscente, ma dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (!) con (udite, udite) a far da Segretario, nientepopodimeno che il Grand commis On. Gianni Letta (!), si porta in scena l’ultimo atto di una farsa che ha visto come protagonisti questo Governo e la gestione Commissariale C.R.I. più scandalosi degli ultimi 50 anni. Una farsa che ben presto si rivelerà un dramma per gli oltre 3000 dipendenti (soprattutto precari), ma che avrà riflessi altrettanto drammatici, sui servizi che fino ad oggi la C.R.I. ha garantito.

È evidente che le “trame occulte” a cui facevamo riferimento in premessa, l’hanno fatta da padrone in questa vicenda con attori di alto spessore Istituzionale che hanno interessi in C.R.I. e che hanno un evidente debito di riconoscenza verso chi ha protetto quegli interessi, anche da indagini portate avanti da organi inquisitori. Con questo “colpo di mano”, si dà corpo ad un duplice progetto: aprire il fronte dello smantellamento del Pubblico Impiego ed attuare lo svilimento dei lavoratori attraverso quei processi di mobilità selvaggia (anticamera del licenziamento), tanto cari alla BCE ed all’Unione Europea. Se poi a tutto questo aggiungiamo l’apertura della C.R.I. ai soggetti privati, il gioco è fatto; l’obiettivo mascherato di garantire, attraverso l’infausto Piano di riordino,…«maggiore efficienza operativa e finanziaria» nasconde, in realtà, un clientelismo sfrenato, un’ingessatura burocratica ed un sperpero di denaro pubblico ancor più ampio di quello prodotto fino ad oggi. Questo insulto giuridico, partorito attraverso un vergognoso “voto di scambio” tra gli attuali Commissari C.R.I. (freschi di nomina) e i Vertici C.R.I., avrebbe dovuto suggellare la “democraticità” della nuova C.R.I. mentre, in

pratica, ha realizzato quello che nessuno si attendeva: una spaccatura nel mondo associativo che potrebbe produrre risultati contrari agli obiettivi (falsi) dichiarati. C’è un fermento nella base associativa che la dice lunga sulla bontà di questa riforma, base associativa ben più lungimirante di quei funambolici Commissari “addomesticati a dovere” dall’attuale gestione Commissariale. Buona parte del mondo associativo, lavoratori anch’essi, hanno a cuore (come questa Organizzazione Sindacale), il futuro occupazionale di migliaia di lavoratori che con questa riforma rischiano seriamente di veder compromesso il loro posto di lavoro, mentre si sarebbe pretesa una C.R.I. più omogenea e

sinergica, senza l’oppressiva presenza della politica che, invece, la fa da padrone con gli attuali Vertici associativi.

Pur avendo gridato (inutilmente) da anni quanto stava per abbattersi su C.R.I., e pur avendo ammesso una (temporanea) sconfitta, questa O.S. è più battagliera che mai, decisa, più di ogni altra cosa, a respingere questa infamia perpetrata in sfregio alle Leggi dello Stato, al popolo italiano e a tutti i lavoratori e volontari onesti di questo Associazione/ Ente Pubblico. Agiremo con tutti i mezzi a nostra disposizione, per restituire con gli interessi, quanto commesso da un manipolo di soggetti che hanno avuto la pretesa e la protervia di prendere decisioni senza averne un’adeguata titolarità. Reagiremo con estrema durezza a questo tentativo (e ad altri che potrebbero sopraggiungere) che rischia di compromettere la natura pubblica dei servizi erogati dagli Enti appartenenti al Pubblico Impiego.

Ci faremo portavoce, con il nuovo Esecutivo, delle nefandezze compiute nei confronti della C.R.I., dei lavoratori e delle parti sociali e agiremo su tutti i fronti per rendere inefficace il testo approvato al Consiglio dei Ministri dell’11 novembre scorso.

Le probabilità di risolvere positivamente la vertenza, inutile nasconderselo, dipendono indissolubilmente dalla volontà dei lavoratori di lottare insieme alla parti sociali per ottenere giustizia e garanzie occupazionali. Noi, dal canto nostro, saremo come sempre al fianco di chi lavora e di chi, onestamente fa del proprio lavoro una ragione di vita.

U.S.B. Pubblico Impiego C.R.I.

Massimiliano Gesmini

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