Quando e dove esercita il critico d’arte per recensire?

Quando e dove esercita il critico d’arte per recensire?

La prima mostra d’arte venne organizzata dall’Accademia di Pittura e di Scultura di Parigi al Palais Royal dal 9 al 23 aprile 1667

 

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

In questi anni (oggi forse un po’ meno) si sono visti allargarsi non pochi luoghi espositivi: dai Comuni e dalle Proloco ai ristoranti e negozi (perfino di parrucchiere), dalle chiese sconsacrate agli pseudo centri culturali, e nelle hall degli alberghi. Apparentemente ogni luogo ben si presta ad una esposizione di arte; in realtà, per ragioni del tutto obiettive, sono da distinguere, di volta in volta, questi luoghi espositivi e ciò, per non incorrere nella presa d’atto che un’esposizione può essere tutto, meno che Arte! In questi casi la confusione è molta e, se eccezione va fatta, vada (nei periodi estivi o invernali) per i Centri ove confluisce maggior pubblico per effetto del turismo. Tuttavia, è necessario un minimo di riflessione per non incorrere nel più mero commercialismo; per contro sono sorte in Provincia dell’area piemontese (ma anche in altre città) nuove gallerie d’arte, sovente all’interno di una sede culturale-associativa; in parte hanno attecchito per i buoni intenti e per la serietà professionale, tant’è che in questi casi, rappresentano una diversificazione della città: offrono valide alternative, meritevoli, quindi, di essere conosciute ed aiutate.

Va da sé che la diffusione sempre più ampia dell’amore per le cose del passato, il progressivo affermarsi del linguaggio anche visivo, il piacere di visitare città, monumenti, gallerie pubbliche e private, mostre d’arte antica e contemporanea contribuiscono, oltre ai mezzi di informazione di massa (a Torino, in questo settore, sono peraltro scarsi), al realizzarsi di una educazione artistico-culturale. Ma a questo proposito vorrei aggiungere una nota negativa. Lungo il mo peregrinare in ambito artistico-culturale e divulgativo (che dura da oltre cinque lustri), ho potuto notare che la massa (tra cui gli stessi artisti) legge poco o nulla; questa carenza è maggiormente riscontrabile tra coloro che si credono artisti “arrivati”, e che non seguono l’evoluzione e i progressi artistici di altri autori, o comunque le varie attività che si svolgono in città e in provincia. Ritengo che il critico d’arte abbia anche il dovere di annotare quello che personalmente definisco “povero altruismo culturale”; condizione, quando e se inevitabile, può indurre nella presunzione che, a sua volta, quasi sempre genera ogni sorta di invidia, pettegolezzo e critiche negative…

Se si seguissero di più i lavori altrui, come pure i commenti dei critici “seri” (sarebbe utile stilare un codice etico di questa categoria), sicuramente si diventerebbe più umili, sino ad imparare a leggere meglio dentro se stessi… Ma tant’é. È  molto più facile aderire alle molteplici iniziative di carattere locale (eccezionalmente a livello nazionale) basate essenzialmente su concorsi che, quasi sempre, sono occasione per esteriorizzare ingiustificatamente il proprio talento, sia da parte dell’artista che del critico che sovente non rinuncia alle laute “parcelle”, in nero; o ancor peggio, per ambire a traguardi di chissà quale natura. Mete artistiche (se così si possono definire) che nessuno, io credo, è in grado di poter attestare anche attraverso una modesta e sia pur obiettiva critica, anche se è più logico dire, in questo caso, commento o cronaca artistica.

 

Aforismi: pillole di saggezza … artistica

 

L’Arte non riproduce il visibile, ma lo crea. (Paul Klee, pittore svizzero, 1879-1940).

 

Un quadro d’autore è composto dal dipinto e da una firma, ed io mi domando quale delle due cose valga di più. (Noel Coward, commediografo britannico, 1899-1973).

 

L’opera d’arte non deve predicare, esortare, appellarsi al sentimento, additare mete ideali: essa ha il suo scopo in sé stessa, non al di là di sé; è utile in quanto è arte, poiché essa è una funzione della società, in quanto adempie a quella funzione. (Giulio C. Argan, critico d’arte, 1909-1992).

 

L’arte estende il breve tempo che ci è dato di trascorrere sulla terra tramandando di uomo in uomo l’esperienza di vita degli altri, con tutti i suoi fardelli, i suoi colori e il suo sapore. (Aleksander Solzenicyn, 1918-12008; premio nobel per la Letteratura nel 1970).

 

Pittore è colui che dipinge quel che si vende; artista, invece, è colui che vende quel che si dipinge. (Pablo Picasso, pittore e scultore spagnolo, 1881-1973).

 

Un’opera d’arte deve afferrare chi la guarda, avvolgerglisi intorno, portandosela via. Un quadro è il mezzo di cui l’artista si serve per comunicare le proprie passioni, un fiume emotivo le cui acque rapinose ti trascinano. (Pierre Auguste Renoir, pittore francese, 1841-1919).

 

L’arte della pittura, tutto considerato, non è che l’arte di esprimere l’invisibile per mezzo del visibile. (Eugène Fromentin, pittore e critico d’arte francese, 1820-1876).

 

Il grandissimo pittore Tiziano assunse come motto: “L’arte è più potente della natura”.

 

Che cos’è in Arte essere personali? “Difficile est proprie communia dicere” : il difficile è dire con parole nostre quello che dicono tutti (Orazio)

 

Dumas figlio diceva: “L’arte è un fiore di roccia, legato a un terreno aspro, ma fecondo col tempo…; fra tutte le menzogne l’arte è quella che mente meno”.

 

L’Arte comincia dove il vero finisce. (Geniale aforisma).

 

Ogni spontanea espressione artistica è pura manifestazione dei sentimenti. Preludio alla beatitudine e al conforto del proprio vuoto interiore. (E.B.).

 

 

Nella foto una sala della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea  (GAM) di Torino

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