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Quando conviene sottoscrivere una polizza vita?

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Se per una tragedia il membro della famiglia che porta lo stipendio a casa dovesse morire cosa succederebbe? Bisogna prevenire questa situazione per assicurare una rendita ai familiari. Molte pubblicità propongono una polizza sulla vita, che permetterebbe ai familiari di beneficiare una rendita in caso di decesso. Di questi tempi gli incidenti sul lavoro e le situazioni di precarietà in molte famiglie dimostrano come proteggere il futuro del coniuge oppure dei propri figli, non è soltanto importante ma essenziale. Si discute molto di polizze vita e spesso la si stipula prevalentemente in caso di richiesta di un mutuo. In questo caso è indispensabile poter restituire il debito in caso di decesso del debitore, evitando procedure di sfratto o pignoramento della casa impegnata. In base alla situazione della vita della persona le polizze sono stipulare a seconda delle esigenze e della possibilità economica del contraente.

Cos’è una polizza vita
Come leggiamo sul sito specializzato Assicurazionivita.net, le polizze vita sono le assicurazioni più comuni stipulate, sono quei contratti che consentono a chi li stipula di guadagnare ottimi benefici. Per esempio nel caso delle assicurazioni auto, viene ammortizzata la spesa per i danni causati a persone e materiali con un incidente stradale. In quelle vita invece il familiare sopravvissuto può beneficiare di una sorta di stipendio. Il funzionamento della polizza sulla vita è molto semplice da comprendere: chi vuole stipularne una di reca in una delle strutture abilitate per chiedere informazioni. La compagnia mostrerà al cliente le proprie tipologie di assicurazione, in modo tale da metterlo a conoscenza di tutti i contratti esistenti. A questo punto il cliente sa su quale polizza puntare e la sottoscrive, da quel momento in avanti dovrà versare una quota in denaro concordato tramite contratto. Quest’ultimo sarà in duplice copia ed una di esse sarà fornita al cliente. La polizza sulla vita ha alcune figure importanti come protagonisti: il contraente, cioè colui che si obbliga a pagare la quota periodica; il premio, indicato al momento della firma del contratto; l’azienda che si preoccupa del versamento del capitale alla famiglia del deceduto, qualora ciò accadesse; i beneficiari, che di solito sono i membri della famiglia oltre al contraente. Questi beneficeranno della rendita definita al momento della firma del contratto, sempre se si verifica una determinata condizione. La polizza vita a questo punto diventa una specie di investimento per il futuro. Per molte persone invece potrebbe essere un eccessivo costo, giustificandosi che in caso di un evento spiacevole i familiari devono essere necessariamente tutelati.
A cosa serve una polizza vita

La dicitura polizze vita è molto generico, perché ne esistono molte differenti tra loro pubblicizzate da compagnie diverse. Infatti i contratti stipulati sono diversi tra loro come ad esempio:
le polizze vita caso morte sono firmate dal contraente per assicurare i propri familiari in caso di una prematura morte. Questo infatti porterebbe la famiglia sul lastrico e potrebbe causare problemi economici al coniuge sopravvissuto e ai figli; le polizze sulla vita causa vita invece hanno uno scopo preciso, possono aiutare ad aumentare la disponibilità economica del contraente o del beneficiario. Ad esempio se nei prossimi 20 anni l’età pensionabile aumentasse ulteriormente e verrebbe abbassata la quota della pensione, con questa polizza sarà possibile integrarla, ma può succedere anche in caso di malattia o disoccupazione. Oltre questi due esempi esistono una moltitudine di prodotti, da poter stipulare in base al caso. Una banca che consegna un mutuo può tranquillamente prendere come garanzia la casa per recuperare il denaro in caso di problemi, se il debitore non possiede nulla è obbligato a sottoscrivere una polizza vita. La polizza vita non è obbligatoria, ma può aiutare ad evitare il pignoramento. Il contraente può scegliere personalmente l’azienda assicuratrice, senza essere costretto dalla polizza offerta dalla banca che ha accettato il mutuo.

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