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Problemi dell’esistenza umana

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Tra concreti quesiti e personali osservazioni

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

Un presidente che si dimette, dopo aver onorevolmente svolto i suoi compiti istituzionali, volontari (o pseudo tali) che affrontano avventatamente le insidie in Paesi stranieri, mass media che informano ironizzando sulle religioni e i loro protagonisti, incessante immigrazione (più o meno giustificata) di una miriade di stranieri, criminalità e magistratura in eterna lotta, povertà sempre più dilagante, il clero che non riesce a risalire la china a causa di alcuni scandali al suo interno e del declino delle vocazioni, politici italiani ed europei (e anche oltre continente) in continuo confronto-affronto, e quanto altro ancora si potrebbe evidenziare, sottolineare, additare, criticare…

In merito a queste osservazioni mi chiedo: in cosa consistono i doveri di un Presidente se lo stesso è garante di una Costituzione che, nel nostro caso, ad esempio, un passo dell’art. 3 recita: “spetta alla Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale”, se poi tale articolo non viene rispettato in quanto di fatto tali ostacoli sembra che debbano rimuoverli i cittadini, o non vengono addirittura rimossi? Come riunire un “gregge” spirituale che si va sempre più disperdendo nelle praterie della perdizione? In cosa consiste il volersi dedicare al soccorso del prossimo, ancorché straniero, in “zone a rischio”, se poi si invocano le Autorità del proprio Paese per essere liberati (chissà a quale prezzo) e tornare in patria senza aver concluso alcunché? Qual è il limite della libertà di espressione nel menzionare questa o quella religione e suoi fedeli con espressioni grafiche e battute “gratuite”? Fino a che punto è lecito (e materialmente possibile) dare ospitalità a molte persone senza limiti di spazio, tempo e risorse? Il dilagare degli eventi criminosi sempre più (giustamente) in contrasto con il fronte della Giustizia, non richiede forse più spazio alla prevenzione rispetto alla repressione, oltre a garantire la certezza delle pene, ponendo fine a quei cosiddetti sconti (per vari meriti comportamentali) che spesso annullano l’azione di deterrenza? Il continuo spostamento dei politici scambiandosi quasi quotidianamente le visite nei propri Paesi, non invoca forse una “revisione” più razionale delle stesse riducendo così le spese materiali e di rappresentanza, oltre ai discorsi che diventano prolissi e logorroici sino a rasentare retorica e ipocrisia, mentre la saggezza vuole che bisogna ascoltare molto e parlare poco per governare uno Stato?

Si potrebbe proseguire con ulteriori quesiti e osservazioni, ma il rischio è che gli stessi cadrebbero nel vuoto per mancanza di uditori, siano  essi i protagonisti in questione che gli stessi cittadini che li stanno ad ascoltare, osservare, criticare e in taluni casi a contestare, ma che di fatto nulla si smuove all’interno di un sistema sempre più incancrenito con la prospettiva di un terzo Millennio che per molti aspetti non avrà nulla da invidiare ai due precedenti.
Oggi la popolazione mondiale è rappresentata da 7 miliardi di anime, due dei quali ai limiti della sopravvivenza con conseguenze facilmente immaginabili (la parabola di Lazzaro e il ricco Epulone insegna!) e, il resto, a mio avviso rischia di rappresentare un numero elevato ma dallo scarso significato morale…
Forse perché, come diceva Emanuel Kant (1724-1804): «La ragione umana viene afflitta da domande che non può respingere  perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana».

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