Ignazio Cassis, responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri. Keystone / Ti-Press / Samuel Golay
Di fronte alla disastrosa situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis sta subendo pressioni da ogni parte, anche all’interno del Paese, affinché assuma una linea più ferma nei confronti del Governo israeliano. L’ambasciatore svizzero a Gerusalemme, Simon Geissbüler, ha già inviato diverse note al Consiglio federale per sollecitarlo a esercitare maggiori pressioni sul Governo del premier israeliano Benjamin Netanyahu, come ha rivelato nel fine settimana il quotidiano in lingua tedesca NZZ. Nonostante ciò, Ignazio Cassis si è rifiutato di aderire all’appello di 22 Stati occidentali per maggiori aiuti alla popolazione di Gaza, ricevendo una valanga di critiche. In seno alla comunità ebraica israeliana in tutto il mondo, anche nella Confederazione, si sono levate molte voci per denunciare la situazione a Gaza. “Le promesse del Governo israeliano di fornire aiuti umanitari alla popolazione di Gaza devono essere mantenute immediatamente”, ha dichiarato a RTS Ralph Friedländer, presidente della Federazione svizzera delle comunità israelite. La rabbia si esprime anche nelle strade elvetiche. Sabato, circa 2’000 persone si sono riunite a Berna per manifestare contro la guerra a Gaza. Poiché l’evento non era autorizzato dalla capitale federale, la polizia ha impiegato notevoli risorse per disperdere i manifestanti. A Bellinzona, nel canton Ticino, sono scese in piazza tra le 4’000 e le 5’000 persone.
Il servizio proviene da TVsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- L’articolo del Blick sulla presa di posizione dall’ambasciatore svizzero in Israele
L’intervista a Ralph Friedländer, su RTS
L’articolo della RSI sulle manifestazioni a Berna e Bellinzona