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Piombino dice “No” al polo nazionale di lavorazione smaltimento rifiuti speciali pericolosi e non

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Il Comitato Salute Pubblica si è sempre opposto all’idea di fare di Piombino un polo nazionale di lavorazione, smaltimento, stoccaggio e spedizione di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi.

Nel nostro territorio si sono già insediate varie aziende che si occupano di rifiuti: RiMateria, Wecologistic, Tyrebirth. Per ora è scongiurato l’insediamento della Creo, che avrebbe trasformato i rifiuti organici in lignite.

RiMateria, tratta rifiuti speciali non pericolosi e ha richiesto l’autorizzazione per un ampliamento che le consentirebbe di conferirne altri 2,850 milioni di metri cubi, raggiungendo in questo modo, insieme all’attuale discarica, la volumetria di circa 5 milioni di metri cubi.

Wecologistic tratta i rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi in un’area precedentemente industriale D2, trasformata ad hoc solo a vantaggio di questa azienda in area F6, adibita alla lavorazione di rifiuti. La quantità di rifiuti che potrà lavorare, stoccare e spedire può arrivare a 50.000 tonnellate all’anno per quanto riguarda i rifiuti speciali pericolosi e a 130.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali non pericolosi: a pieno regime ci saranno circa 6.000 TIR all’anno in arrivo nei capannoni di Wecologistic che si andrebbero a sommare ai circa 10.000 TIR all’anno in arrivo per RiMateria.

Rispetto a RiMateria, aperta nella giornata di ieri al pubblico, Wecologistic si distingue, per adesso, perché tratterà anche rifiuti pericolosi. Ma nessuno potrebbe impedire a RiMateria, in futuro, di qualificarsi anche per il trattamento dei rifiuti pericolosi: il mercato è così vasto e redditizio che ci sarebbe lavoro sufficiente per le due aziende. Il Direttore Chiti, lo scorso 2 maggio durante l’ultima riunione presso il Multizonale, ha già annunciato questa eventualità, indicando i capannoni ex Asiu per la loro lavorazione, il loro stoccaggio e la successiva spedizione.

Tyrebirth, collocata in un ex capannone industriale in Località Montegemoli a poche centinaia di metri dalle abitazioni, è un impianto sperimentale di pirolisi a microonde di pneumatici fuori uso per la produzione di materie prime seconde. Ha ottenuto il permesso per effettuare una sperimentazione della durata di 2 anni sottoposta al monitoraggio e controllo da parte di ARPAT, ancora non è dato sapere quante e quali emissioni produrrà questo tipo di lavorazione rispetto a quelle dichiarate.

Il Comitato Salute Pubblica continuerà ad opporsi all’ampliamento della discarica di Ischia di Crociano e si opporrà anche alla eventuale nuova linea industriale di RiMateria, da qualcuno pretestuosamente indicata come “indispensabile per le bonifiche e la ripresa industriale”. In realtà sarà solo un nuovo strumento di business che consentirà ai privati di fare soldi facili. Per trattare i rifiuti pericolosi e in quantità tali da essere ben superiori a quelli provenienti dal SIN c’è già Wecologistic! Che bisogno c’è di trasformare anche RiMateria in un nuovo impianto capace di trattare rifiuti pericolosi rispetto alle esigenze locali?

Non vogliamo un “nuovo impianto di rifiuti pericolosi” a Piombino, non vogliamo il raddoppio della discarica, non vogliamo nuove aziende che trattano rifiuti sul nostro territorio.

 

 

 

 

 

 

Non vogliamo un “nuovo impianto di rifiuti pericolosi” a Piombino, non vogliamo il raddoppio della discarica, non vogliamo nuove aziende che trattano rifiuti sul nostro territorio.

Non vogliamo che questo sia il futuro di Piombino.

 

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