piccole prose
Oggi presentiamo una delle 10 prose proposte dal nostro Davide Morelli, che come al solito sferza le nostre anime con i suoi spunti di riflessione. Buona lettura. (F.L.)
Io non so se la vita è altrove. Io conosco solo queste strade, questo piccolo mondo di periferia di provincia. Io conosco solo la vita che è qui, ora e il cui flusso è inattingibile alla fine. Io conosco solo questa vita, il cui senso mi sfugge. Le mie parole per dire che mi sento solo o che questa non è la vita che vorrei. Le mie parole per andare contro al mio mondo, al mondo. Inutilmente, stupidamente. Le mie parole non sono niente. Io sono il niente delle mie parole. Un niente che rimanda al niente e che ne diventa l’ennesima potenza. Le parole sono inutili. Ogni scrittore, ogni poeta è un impostore. Ogni frase è una farsa. Ogni scritto è un teatro dell’assurdo. Ogni essere umano ha una sua filosofia di vita. Chi guarda prevalentemente al determinismo economico, chi al determinismo psichico, chi alle pulsioni, chi alle relazioni, chi al comportamento, chi alle cognizioni, chi alla guerra e alla pace, chi alla morte, chi all’amore, chi all’eterno, chi all’effimero, chi al Nulla, chi al Caos, chi a Dio. La realtà non esiste, come cantava Claudio Rocchi. Esistono solo le percezioni e le rappresentazioni di noi esseri umani. La realtà in sé non esiste. Io non appartengo a questo mondo e questo mondo non mi appartiene. Ma se credete veramente di essere in questo mondo e di appartenere a quest’epoca vi ingannate: nessuno è nel mondo, nessuno è di questo mondo, questo mondo non vi appartiene, voi non appartenete a questo mondo. È solo illusione. Questa è l’epoca dell’inappartenenza. Ci sono sostanzialmente due categorie di persone, non mutuamente esclusive: i masturbatori del corpo e quelli della mente. La vita è masturbazione anche quando scopi perché quando scopi, scopi con il tuo immaginario. Conta solo questo: ami? Sei amato? Sai amare? Hai una donna che ti sa amare? Tutto il resto è finzione. Le parole non salvano. Le idee non servono a nulla. Mentre camminavo ho visto un ottantenne che faceva sesso con una ventenne nell’abitacolo di una macchina, noncuranti dei passanti. La vita oggi è questo impastare dominio, sottomissione, inganno, bellezza, apparenza, piacere, esperienza. La vita reale è sesso occasionale, consumato in una stradina in pieno giorno. E fare i moralisti significa solo mentire perché anche noi vorremmo farlo, perché quello solo fa dimenticare per un momento i problemi, l’idea della morte. Ma gli amanti gridano con i loro atti che sono immortali. L’eternità ride e li aspetta al cimitero. Noi però andremo al cimitero senza amore. Per ora tenetevi queste mie parole non amate e senza amore.