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Perché leggere Isabel Allende

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“Commerciale” è un termine molto usato ai nostri giorni, anche piuttosto inflazionato, con il quale indichiamo cose di valore ordinario, se non scarso, che, grazie a formule accattivanti, fanno grande successo, vendono per l’appunto.

Ora, è sicuramente vero che ci sono autori, musicisti e, in generale, artisti che vendono molto perché offrono opere (o pseudo tali) poco elaborate, che “arrivano” subito e rispondono ai gusti più diffusi, con il prezioso supporto di editori, etichette o sponsor molto noti, considerati dai più – a torto o a ragione – garanzia di qualità. Ed è altrettanto vero che al mondo esiste una miriade di artisti veri il cui valore, nella migliore delle ipotesi, sarà riconosciuto solo dopo la loro morte perché in vita non hanno avuto la fortuna di incontrare validi o perlomeno potenti mecenati.

Tuttavia, non è obiettivo sostenere che qualunque espressione artistica che graviti al di fuori del circuito commerciale possieda di per sé grande valore, né che tutto ciò che, invece, di quel circuito fa parte sia necessariamente un bene dozzinale.

Isabel Allende è sicuramente un’autrice commerciale: è molto prolifica; scrive a cadenze regolari (ma chi ha letto l’autobiografico La somma dei giorni sa che questo è dovuto ad una sorta di rito propiziatorio per cui comincia sempre un nuovo libro l’8 dicembre); i suoi romanzi sono lanciati sul mercato sempre a ridosso dei periodi più proficui (Natale o vacanze estive); affronta temi gettonati, come l’amore, e scrive in modo semplice. Tuttavia, sostenere che la sua produzione artistica sia di poco valore, che dietro le astute strategie commerciali non ci sia nulla, che si tratti di libri scritti “tanto per”, è ingiusto.

Certo, il suo stile non sarà ricercato come quello di Kundera o dei tanti signor Nessuno che ben meriterebbero di scalzare Moccia dalle classifiche dei libri più venduti, ma la letteratura non può essere appannaggio solo dei colti: qualcuno deve pur parlare alla gente comune, farsi capire da tutti.

In secondo luogo, chi dice che la Allende parla solo d’amore probabilmente non ha letto neanche un suo libro per intero o ha letto i meno significativi. Ci sono, infatti, altre tematiche ricorrenti nella sua produzione: la denuncia politica e sociale, l’esilio, la libertà, la condizione della donna… Le storie d’amore, spesso, fanno da cornice ad uno o più di questi argomenti, sono un mezzo (sia pure furbo) per invogliare il lettore a conoscere certe realtà e ad interrogarsi su di esse.

Ad esempio, nei suoi primi libri (La casa degli spiriti, D’amore e ombra) l’autrice racconta i drammi del Cile all’epoca del golpe di Pinochet; nei più recenti, invece, le atrocità che hanno bagnato di sangue la Conquista spagnola sempre del Cile (Inés dell’anima mia) e la cruenta conquista dell’indipendenza da parte dell’isola di Haiti, (L’isola sotto il mare, uscito in Italia un mese prima che il terremoto devastasse questa già sfortunata terra). Attraverso le avvincenti e  romantiche storie dei suoi personaggi, il lettore viene a conoscenza di fatti storici che, spesso, ignorava o di cui aveva una conoscenza superficiale, magari sentendo il bisogno, una volta terminata la lettura, di documentarsi ulteriormente, di cominciare un proprio cammino di ricerca.

Come già accennato prima, c’è poi un’altra caratteristica per cui non si può dire che il successo dell’Allende non si accompagni alla qualità ed è la sua costante attenzione per la condizione della donna, in tutti i tempi ed i luoghi, il suo modesto ma comunque importante contributo alla causa dell’emancipazione femminile. I suoi personaggi non sono donne che credono di poter fare a meno degli uomini, che si ritengono migliori di loro in tutto e per tutto: sono donne che si battono perché sia riconosciuto il loro valore, perché non vengano più trattate come oggetti, perché non debbano più subire violenze, perché siano loro riconosciuti pari diritti, senza però mai rinunciare ad amare ed a scovare tra le fila dell’altro sesso possibili complici.

Manca meno di un mese all’8 marzo: se siete in cerca di spunti originali e intelligenti per festeggiare questa ricorrenza, considerate l’idea di regalarvi o farvi regalare uno dei romanzi di questa piccola, straordinaria donnina.

Marcella Onnis

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