PER UNA MIGLIORE FILOSOFIA DI VITA

Considerazioni e un suggerimento non proprio fantasioso… menzionando quanto sosteneva lo psichiatra e filosofo C. G. Jung

di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Se volessimo analizzare e prendere in considerazione le molteplici azioni votate a fin di bene, sicuramente l’elenco sarebbe interminabile; quindi, per averne coscienza basterebbe individuarle e prenderne atto. Tali realtà rispecchiano azioni umanitarie tanto a livello individuale quanto collettivo e, a parte quelle votate per dedizione religiosa, quelle di carattere laico potrebbero essere chiamate maggiormente in causa in quanto le prime lo si dà per scontato, proprio perché dettate da una propria fede religiosa. Le azioni di supporto e conforto (anche risolutivo) compiute dall’umanità sono infinite non solo per quantità ma anche per importanza operativa, e questo è certamente lodevole oltre che… doveroso, tant’è che la solidarietà la si manifesta concretamente soprattutto nel corso di calamità naturali, conflitti e/o sopraffrazione tra le popolazioni. Ma a volte tali sostegni umanitari non bastano sia perché gli eventi sono immani (e incontenibili), sia perché le risorse umane sono spesso insufficienti… Ma per contrastare, ad esempio, eventi dettati dalle assurdità di certe menti contorte, bastano azioni umanitarie materialmente espresse a responsabilizzare (per quanto possibile) gli autori di misfatti e nefandezze? Io credo di no in quanto sarebbe opportuno che Istituzioni pubbliche e movimenti e/o associazioni si prodigassero (a livello planetario) nel rievocare con filmati ed immagini l’opera di illuminati filantropi che, con il loro esempio, hanno dimostrato quanto hanno potuto beneficiare molti esseri umani caduti in disgrazia per mano altrui. Forse i responsabili politici e detentori di un certo potere di qualunque Paese (ad eccezione di alcuni particolarmente democratici e rispettosi del genere umano) snobberebbero la ricezione di tali esempi di umano comportamento, probabilmente per non essere “sminuiti” nel loro potere e di immagine, e contemporaneamente perché votati unicamente a perseguire il loro fine: sopprimere i loro simili più deboli ritenuti a loro inferiori. La storia è pure ricca di molte testimonianze documentali sulle atrocità compiute dall’uomo, e non sono bastati i molti esempi di martiri che per Fede ed amore per il prossimo hanno sacrificato la propria vita; ma oggi, che abbiamo a disposizione molti strumenti di comunicazione varrebbe la pena richiamare alla memoria visiva quanto di meglio molti esseri umani sono stati in grado di fare, proprio con veri atti di grande umanità, facendo veicolare in rete il loro esempio; quindi, non solo un monito ma un messaggio di solidarietà che può raggiungere i destinatari se costantemente proiettata un po’ ovunque nel mondo. Pia illusione, la mia? Forse, ma sta di fatto che sino ad ora tale proponimento credo non sia stato intrapreso da alcuno se non sporadicamente, ad eccezione di articoli giornalistici, pubblicazioni di libri, manifestazioni di piazza, convegni, conferenze e lezioni accademiche che, purtroppo, sia pur nel loro insieme non sono sufficienti. Scuotere le coscienze di certi “personaggi” in modo concreto ha sempre rasentato l’utopia, ma finché anche nella solidarietà permane un sorta di qualunquismo, allietato da visibilità e ritorno di immagine, a mio avviso ogni sforzo votato al bene sarà sempre fine a sé stesso… Probabilmente ancora una volta sarò additato come anticonformista, e poi altro ancora; ma sta di fatto che la saggezza degli avi (fra i quali alcuni filosofi e filantropi) è una sorta di eredità che non abbiamo saputo e non sappiamo apprezzare a sufficienza; e forse è anche per questo che esistono e continueranno ad esistere persone votate a produrre del male.

Una ulteriore conferma di ciò è data dal fatto che nemmeno la Chiesa attraverso i suoi più autorevoli rappresentanti riesce a contenere il comportamento degli “irriducibili” quali causa di  morti, feriti con sequele irreversibili, devastazioni in ogni dove e con conseguenze incontenibili, ed altro ancora. Allora perché non considerare una sorta di “piano strategico” propositivo portando visivamente alla ribalta, ovunque e contemporaneamente, quanto di più e meglio è stato compiuto da chi ci ha preceduti con atti di solidarietà a sostegno e in difesa del prossimo? Personalmente rimango a disposizione per rievocare, ad esempio, figure autorevoli come il dott. Albert Schweitzer (1875-1965) e Don Carlo Gnocchi (1902-1956); due protagonisti del secolo scorso che tanto fecero per i loro contemporanei sia dal punto fisico che spirituale. Per concludere, forse sarò un immaginario e quindi impopolare, ma è mia convinzione che se tutti fossimo più umili e pragmatici e confrontandoci in tal senso, potremmo sperare in un qualche spiraglio risolutivo, o comunque foriero di una maggiore sensibilizzazione. Quello che conta è il poter dire di aver considerato la possibilità di intraprendere una strada e, il non percorrerla, equivale ad avere un terreno non seminato che non produrrà mai alcun frutto. Il perché della crudeltà umana? La risposta ci viene dallo psichiatra, antroplogo e filosofo svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961 – nella foto), il quale sosteneva che «L’opposto dell’amore non è l’odio, ma il potere. E che dove c’è amore non c’è potere e dove c’è potere non c’è amore».

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