Keystone / Cyril Zingaro
Nel Cantone di Vaud, una pratica fiscale illegale durata anni a favore di cittadine e cittadini stranieri facoltosi sta causando forti tensioni politiche. A causa di questa pratica, al Cantone sono venuti a mancare più di 200 milioni di franchi. L’Esecutivo lo definisce ora un problema “teorico”.
Per oltre 12 anni, il Cantone di Vaud ha concesso sconti illegali a persone facoltose. Secondo la Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF, le casse statali hanno perso circa 202 milioni di franchi. Stando al rapporto d’inchiesta vodese, dei quasi 2’800 beneficiari, due terzi non avevano in realtà alcun diritto a questo “freno fiscale”. Il denaro è però definitivamente perso: secondo il Governo, una richiesta retroattiva non è giuridicamente possibile.
L’amministrazione era a conoscenza della pratica illegale già nel 2011, ma per 10 anni non è intervenuta. È stata la consigliera di Stato Valérie Dittli a svelare lo scandalo, cosa che le è infine costata la direzione del Dipartimento delle finanze. Ora la Procura sta indagando per chiarire il contesto di questa pratica illegale durata anni e le possibili responsabilità.
Nel frattempo, il Governo cantonale minimizza: la presidente Christelle Luisier Brodard parla ai media di una “perdita teorica“, poiché, con una tassazione corretta, queste persone facoltose avrebbero potuto lasciare il Cantone, e con loro i loro contributi fiscali. Le voci critiche la considerano una giustificazione pretestuosa per un’era in cui, sotto l’allora capo del Dipartimento delle finanze Pascal Broulis, la stabilità politica era evidentemente più importante di un’applicazione della legislazione fiscale conforme alla legge.
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Più informazioni sul tema:
- L’articolo di SRF News
- L’articolo di RTS Info
- L’articolo del Tages-Anzeiger




