Penati, tre indagini faranno l’arresto?

Penati, tre indagini faranno l’arresto?

A volte viene il sospetto che il testa a testa più tirato tra Pdl e Pd di questa legislatura non verte tanto sui programmi di governo o le ricette anti crisi, quanto su chi collezionerà, alla fine, più scandali nell’ambito della corruzione. A Verdini, Scajola, Papa e Milanese del Pdl, il Pd risponde colpo su colpo con Marrazzo, Tedesco e Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano con il poco invidiabile record di tre indagini a carico.

Della prima si è avuta notizia a fine luglio, e riguarda il presunto giro di mazzette per realizzare interventi di riqualificazione urbanistica nelle aree Falk e Marelli di Sesto San Giovanni (Mi). Penati avrebbe ricevuto, insieme ad almeno altre tre persone, tangenti per 4 miliardi di lire.

C’è poi il filone dell’accusa di finanziamento illecito al partito, per il quale Penati si sarebbe legato a un manager del gruppo Gavio e all’imprenditore della Caronte Trasporti Piero Di Caterina, che ha già fornito ampia documentazione agli inquirenti.

A queste due indagini portate avanti dai pm della Procura di Monza, si aggiunge adesso quella sulla presunta tangente pagata per l’acquisto, da parte della Provincia di Milano, del 15% delle quote dell’autostrada Milano-Serravalle dal gruppo Gavio. L’ipotesi è che la Provincia abbia comprato le azioni dell’autostrada a un valore nettamente superiore, facendo realizzare plusvalenze al gruppo Gavio a fronte di un sovrapprezzo da pagare a Penati e Vimercati per l’intera operazione.

A questo punto, sono molti gli osservatori che hanno iniziato un conto alla rovescia per una nuova richiesta d’arresto a carico di Penati, dopo quella bocciata dal gip Anna Magelli a fine agosto. In noi cittadini, invece, cresce l’allarme per lo stato pericolante della nostra classe dirigente: quando si è pensato di sostituire il governo Berlusconi con un governo tecnico a guida Tremonti, emerse immediatamente lo spinoso “caso Milanese”, deputato braccio destro del Ministro dell’Economia accusato di corruzione, associazione a delinquere e perfino di avere pagato metà affitto in nero al ministro. Tremonti ne uscì indebolito, come indebolito appare oggi il leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani, che in passato nominò proprio Penati a responsabile della segreteria del partito.

Andrea Anastasi

Leave a Reply

Your email address will not be published.

*